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#Vistidall’albero. Perché l’ordinario a Messina diventa eccezionale

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operaio_cantiere_edileMessina, venerdì 15 maggio, ore 7 del mattino. Traffico presente ma ancora scarso. Edicole e bar aperti, panifici anche. Studenti ancora a casa. Da qui a un’ora usciranno in tanti: impiegati, studenti, insegnanti, pensionati (questi ultimi potrebbero uscire più tardi, ma si sa che con l’avanzare degli anni si dorme meno e ci si sveglia sempre prima), artigiani, commercianti, medici e tutte le donne e gli uomini che vanno a lavorare.

Tutti si recheranno al proprio posto di lavoro in vario modo: a piedi, in macchina, in bicicletta, in scooter, con autobus e tram, a cavallo nessuno. Aveva minacciato di entrare a cavallo nell’atrio di Palazzo Zanca il consigliere Trischitta, ma poi non l’ha fatto. Tutti arriveranno, più o meno in orario, in ufficio, a scuola, in ospedale, in negozio, in laboratorio e inizieranno la propria giornata di lavoro.

Cosa c’è di strano, di insolito in tutto questo? Nulla, assolutamente nulla. Infatti non fa notizia. In una qualunque città, piccola, media o grande che sia, in qualunque nazione, a qualunque latitudine quanto abbiamo scritto accade ogni mattina e nessuno mostra stupore o dipinge questo come qualcosa di incredibile e stupefacente.

Allo stesso modo, in qualunque città italiana succede che ci siano per le strade operai che le riparano, le asfaltano, coprono le buche, sistemano i marciapiedi e nessuno si stupisce di questo o segna in agenda la data come se fosse successo qualcosa di straordinario.

A Messina non è così. Chi cura la comunicazione dell’esecutivo dirama veline, riempie siti e pagine di facebook  di questi mirabolanti avvenimenti. Si sa quando non si hanno troppi risultati concreti da comunicare, ogni buon ufficio della propaganda, come giusto ieri ha sottolineato l’ex ministro Gianpiero D’Alia, si arrangia come può! E noi dall’albero vi auguriamo una buona giornata.