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#Vistidall’albero. Il “topolino” degli Stati Generali dei Servizi Sociali

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TopolinoPreoccupante aumento dei topi a Messina. Anzi, dei topolini partoriti dalle montagne. L’ultimo dei quali in ordine di tempo è quello degli Stati Generali dei Servizi sociali, fortemente voluti dall’assessore Nino Mantineo.

Preceduta da mesi di ascolto, incontriapprofondimenti, questa kermesse ha finalmente visto la luce e dopo due giorni di dotti interventi ed elaborazioni di straordinarie strategie, il lieto evento della nascita dell’ennesimo topolino ha concluso la passerella.

Porgiamo i nostri auguri alla montagna, che nella nostra città è sempre gravida.  Non sappiamo se il nascituro sia maschio e femmina, ma per il nome proponiamo nel caso in cui sia maschio tavolo tecnico o osservatorio permanente, se invece dovesse essere una femmina, sicuramente cabina di regia.

Ma passiamo dal faceto al serio. Innanzitutto il nome scelto per l’evento è datato e fino a qualche anno fa era in uso nella sinistra politica e sociale. Adesso ci pare sia stato abbandonato anche da quelle parti e tra poco diventerà un nome che evocherà in qualcuno dolci e struggenti ricordi, più o meno come Comitato Centrale o Attivo dei lavoratori o Apparato.

Detto del nome, dobbiamo ricordare che abbiamo già scritto che questa convention avrebbe avuto un senso se fatta due anni fa, immediatamente dopo l’insediamento dell’Amministrazione Accorinti. In questi due anni intanto, l’assessorato ai Servizi Sociali ha brillato per inefficienza. Anzi, se vogliamo dirla tutta, è stato un vero disastro.

Ritardi cronici negli accreditamenti alle cooperative e confusione sulle scadenze con inevitabili perdite di fondi, giusto per citare i danni più eclatanti. Nulla è cambiato di una virgola rispetto alle precedenti amministrazioni. L’assessore Mantineo, che passerà alla storia come colui che diede dello scarso al Prefetto, dovrebbe interrogarsi  perché forse ad aver fornito una prova scarsa finora è stato lui.

Vogliamo svelargli, nella speranza di non turbarlo molto, che la cabina di regia è guidata da lui. Nino Mantineo è il regista. Il regista, di cinema o di teatro,  sceglie un aiuto regista e talvolta si avvale di  uno o più assistenti alla regia, ma chi decide alla fine è sempre lui.

Quanto all’Osservatorio Permanente, ci consentirà l’assessore Mantineo di ritenere che quello vero è quello dei cittadini e in prima battuta dei destinatari, di coloro cioè che necessitano di interventi e sostegno dalla struttura comunale e delle loro famiglie.

Stia pur certo l’assessore Mantineo che quello dei cittadini è un Osservatorio attento e competente e vero, sicuramente più utile di una delle solite commissioni di dotti e accademici. Quanto al tavolo tecnico, lo preghiamo di risparmiarcelo. E’ avvilente sentire ancora parlare di tavoli tecnici, è quanto di più vecchio si possa dire.

Ci ritornano in mente termini che credevamo di non dover più udire come verifica, non sfiducia e altri della vecchia politica. Parafrasando Nanni Moretti, potremmo dire: “No, il tavolo tecnico nooooo”. Adesso che Mantineo ha soddisfatto il proprio desiderio degli Stati Generali senza che da questi siano scaturite soluzioni miracolose e salvifiche, non gli rimane che mettersi a lavorare con più fatti e meno parole per risolvere i problemi del settore.

Magari ottimizzando le risorse, che dovrebbero sicuramente aumentare, per raggiungere il miglior risultato possibile per i destinatari dei servizi. Se qualche dirigente dovesse per inerzia rallentare i procedimenti, ci penserà il city manager-segretario generale Antonio Le Donne a intervenire, ne siamo certi. Se invece l’inerte dovesse essere l’assessore, allora il sindaco per analogia… Buona giornata dall’albero.