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#Vistidall’albero. Assemblea PD: la cacciata di Eller dal paradiso

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Luca Eller Vainicher
Luca Eller Vainicher

Pomeriggio amaro per l’assessore al Bilancio della Giunta Accorinti. Presentatosi in sala per ascoltare i lavori dell’assemblea provinciale del PD  è stato platealmente e  direttamente messo alla porta dall’onorevole  Ernesto Carbone, il deputato del PD che Matteo Renzi  ha inviato qualche mese fa a Messina per raccogliere i cocci, che nel frattempo sono drasticamente diminuiti,  e  ricostruire il partito in città e provincia.

Carbone ha ricordato a Eller che quella che stava per iniziare era una riunione riservata agli iscritti, lasciandogli intendere che la sua presenza, in quanto assessore di una Giunta che il PD avversa, non era politicamente  gradita.

Che il povero  Eller non fosse là in veste di assessore lo dimostra il fatto che non aveva con sé il suo faldone, inseparabile compagno di tutti i suoi interventi. Sentendosi additato e apostrofato come persona non gradita, al buon Eller non è rimasto altro che lasciare con le pive nel sacco la sala e raggiungere in macchina il suo amato faldone, con il quale è andato via per ignota destinazione.

Se qualcuno immagina che questo provocherà polemiche e prese di posizione tra gli altri componenti l’esecutivo Accorinti, crediamo si sbagli di grosso. Chi dovrebbe mai accendere la polemica? Non certo il sindaco, che ha tante gatte da pelare ed è costretto a districarsi e muoversi con l’elmetto tra le macerie da lui stesso create.

E poi, da quando è aspirante doroteo, Accorinti limita al massimo gli interventi e pesa, per quanto la sua indole glielo consente, le parole. Men che mai il vicesindaco Gaetano Cacciola, uomo notoriamente pragmatico e poco incline alla polemica, per non parlare dell’assessore Sergio De Cola, che pensiamo non disdegni alcun rapporto con i partiti politici, nessuno escluso.

Resta Daniele Ialacqua, l’ex ambientalista. Ma Ialacqua tacerà di sicuro: ormai è in minoranza e il rischio che qualcuno di quelli che contano e tengono in pugno Accorinti, in versione re Travicello, possa chiedere la sua testa, gli suggerirà un sano e salvifico, anche se molto poco onorevole silenzio. Del resto, ormai Ialacqua è il rappresentante di una specie in via d’estinzione: gli accorintiani.