#Vestiti,usciamo. Sms e buone maniere

Solo qualche considerazione, senza però scomodare monsignor Della Casa. Short message service, ovvero: gli sms. A me questa storia dei gruppi su whatsapp e Facebook e delle liste broadcast e affiliati non va proprio giù. Anche io voglio modernizzarmi. Quindi ok a sms di conferma per appuntamenti di vario genere e come promemoria. Ok a tutti gli short message che non hanno bisogno di molte spiegazioni e, soprattutto, della forma. E sì, ammettiamolo. Con la faccenda della modernità e dell'essere spartani abbiamo perso le basi delle buone maniere e siamo diventati ineducati. Iniziamo con le dichiarazioni d'amore fatte con gli sms. Ormai noi donne siamo circondate da mille Oscar Wilde che non sanno cosa sia un libro di poesie. Si limitano a un copia e incolla che inviano con aria soddisfatta e compiaciuta guardando lo schermo del cellulare. Frasi come l'iside dei tuo occhi risplende come i tramonti di questa terra… Bifolco ignorante: iride, non Iside e comunque, certe nefandezze meglio leggerle che sentirle. Quindi, cari Catullo de noartri, continuate pure così, date un tocco di colore alle nostre giornate.
Ma è su auguri e inviti mandati tramite sms che non transigo. Il modo più raffinato, semplice ed elegante, il classico che non muore mai, è la telefonata. Fatela. A meno che non si lavori per un ufficio stampa o per un'agenzia pubblicitaria evitiamo di utilizzare per gli inviti la formula degli sms. Con questo presunto anticonformismo la gente che utilizza le buone maniere è in via di estinzione come il corvo delle Hawaii.
Esistono padroni di casa coraggiosi che per un compleanno fanno anche sessanta telefonate. Quanto più importante è l'invito, tanto prima ci si dovrebbe mettere al telefono. Tempo fa mi è arrivato questo sms: 20 Maggio ore 20 inizio festa a Mortelle per il mio compleanno. Ora, lasciando perdere le modalità primitive dell'invito, ritengo che il povero mal capitato che riceve un messaggio del genere (soprattutto perché non è una festa di diciottenni) non dovrebbe essere messo nella situazione scomoda di chiedersi perplesso se sarà una cena seduta di quindici persone o una cena in piedi di sessanta.
Il moderno padrone di casa forse ha dimenticato, probabilmente perché non lo sa, che dalla quantità di persone e dalle modalità della cena dipenderanno gli abiti e gli accessori da scegliere e i gioielli da utilizzare. Io a quella festa non andai mai, ma avendo ricevuto un invito ho ritenuto opportuno mandare un presente. Ebbene, a quel presente non seguì neanche una telefonata di ringraziamento. Diventando grandi ci si rende conto sempre più chiaramente dell'importanza essenziale e imprescindibile dell'educazione. Il punto è riuscire a diventare grandi prima dei 100 anni. Secondo voi il festeggiato in questione ha già raggiunto il secolo?