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#Vestiti,usciamo. Amore e cervelli off line

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Gea Nuccio
Gea Nuccio

Ed ecco. Finalmente il mio telefono squilla. È lui. Non lo sento da quattro ore, non so cosa abbia fatto né con chi sia stato. Non avere sue notizie mi fa andare fuori di testa. Scusa cervello vuoto, lo vuoi capire che non ti puoi eclissare per tutto questo tempo? Io naturalmente rispondo in maniera molto acida al telefono, scontrosa e con la premura di chiudere. Anzi, ho anche pensato: ma per quale cavolo di motivo non ho messo il telefono off line? Brutto decerebrato, dovevi trovare il telefono spento, così impari a giocare a nascondino. “Ciao, amore mio”. Eccolo il pavone. Se pensa che con un amore mio risolve la questione è veramente fuori strada. Fine telefonata? Io che dico: “Mi manchi anche tu. Ciao amore, a domani”. Ogni tentativo di incazzatura con il mio the boss è fallimentare. Già, basta una sola sua carezza, una parola sussurrata, un bacio e per me tutto si cancella. Il mio nervosismo, disegnato con una matita, è completamente eliminato da lui, il mio panetto di gomma.

Com’è possibile che una persona riesca ad incidere così tanto sul mio sistema nervoso? Mi avrà fatto una macumba. Avrà comprato una di quelle bambole vudù. Ogni giorno uno spillone diverso. Risultato? Una bomba atomica. Due pazzi fuggiti da un manicomio criminale. Si salvi chi può. Siamo nel vivo di un ciclone, anzi di un uragano. Io non sono troppo brava a pensare. Il mio analista sostiene che almeno una volta al giorno, anche soltanto per pochi minuti, ognuno di noi dovrebbe fermarsi, respirare e provare a sentirsi. Facendo così si dovrebbe evitare di entrare a far parte della comunità del “Ciao, sono Gea, ho trent’anni e sono una dipendente da colpi di testa”.

Qualche cervellotico può cortesemente spiegarmi quale’ il trucco? Come fate ad avere il controllo totale della vostra mente? Ammettiamolo. Se fosse possibile gestirsi psicologicamente sarebbe tutto più semplice. Non si fa sentire? Addio. Dice che si sta innamorando? Gli credo. Mi piace solo fisicamente? Solo sesso. E invece no. Punizione divina. La donna? “La doterò di cervello”, disse il supremo. Cervello in lavorazione costante. E se fosse stato un colpo di fulmine? Situazione opzionabile? Non so. Valuteremo.

Fatto sta che certe emozioni e certe sensazioni non sono proprio all’ordine del giorno. In virtù di ciò, confesso: “The boss ti ho detto un mucchio di sciocchezze. Ho voluto fare la donna emancipata, sfoggiando un’altra Gea totalmente diversa dalla realtà. Al nostro primo appuntamento sono arrivata tardi non perché ho avuto un imprevisto lavorativo. Ho cambiato tre vestiti e due tipi di trucco diversi prima di incontrarti. Non sono sfacciata, sopratutto se un uomo mi piace particolarmente e tu, my boss, mi piacevi all’infinito. Sapevo che non sarei riuscita a resisterti. Avrei ceduto. Ma volevo farlo con una super armatura. Ho iniziato a inventare storie fantascientifiche sul mio passato amoroso. Mi sono fatta dare da una mia amica una serie di dritte su postura e frasi ammiccanti. Volevo essere ciò che piace a te, volevo uniformarmi alla norma. La tua norma.

Una scelta che di saggio aveva sicuramente poco. Ma poi, con il passare del tempo capii che forse l’armatura migliore era l’originale. Quella che porto sempre con me giornalmente ma che riservo a pochi. La mia anima. Non era giusto tenerla sottochiave. Il mio the boss, sul quale nutro ancora oggi molte riserve, non so che tipo di anima abbia. Potrebbe essere angelicamente bianca o diabolicamente rossa. E poi oggi: “Non potevo resistere, dovevo vederti”. Ma secondo voi devo necessariamente dare un colore all’anima che ha pronunciato questa frase? Come posso decifrare il suo colore se io stessa sono un arcobaleno in continua evoluzione. E se fossimo semplicemente la sfumatura l’uno dell’altra?

Gea Nuccio

Torna a Sicilians dopo una giustificata assenza di 5 anni. Anni che avrebbe fermamente voluto dedicare all'esclusiva cura delle sue passioni: nutrirsi di solo sushi e alette di pollo a giorni alterni, fontane di buon bianco ghiacciato, dormire fino a tardi, costruire un eliporto sul terrazzo di casa in cui fare atterrare Mr Grey per andare a sentire e vedere La Traviata senza fare la fila in autostrada. Purtroppo, nulla di tutto ciò si è realizzato e così eccola di nuovo con noi.