Resta sempre aggiornato e seguici sui social, clicca "Mi Piace"

#Vertenza FS: i sindacati si fanno i dispetti mentre lavoratori e utenti aspettano risposte

Letto 136 volte

Mariano Massaro, segretario generale Orsa Sicilia (Foto Paolo Furrer) 

Poche righe da sindacati confederali, Fast e Ugl. Non vogliono che gli autonomi di Orsa Ferrovie partecipino con loro alle trattative per la vertenza dello Stretto agli incontri convocati dal Gruppo FS.

In un clima da asilo Mariuccia non danno alcuna spiegazione. Anche se non è un mistero per nessuno che il consenso sempre maggiore dell’Orsa nel settore dei trasporti in riva allo Stretto abbia creato più di un mal di pancia.

E così, dopo l’annuncio dello sciopero generale regionale del comparto in Sicilia per il 25 marzo dato dall’Orsa martedì pomeriggio, mercoledì mattina arriva quello di Cgil, Cisl, Uil, Fast e Ugl. Ma la tregua è rotta e sempre il 18 febbraio parte la richiesta ufficiale di tavoli separati.

Anche se l’UGL ci ripensa e ieri scrive al Gruppo FS, facendo un passo indietro e sostenendo che “pur comprendendo le ragioni che hanno portato le segreterie regionali di Cgil, Cisl, Uil e Fast a decidere di non ammettere più ai tavoli delle future trattative il sindacato Orsa, riteniamo che la politica dell’esclusione vada a danno dei soli lavoratori, che inermi assisterebbero a una becera e quanto mai inutile ghettizzazione nei confronti di un sindacato che al di là delle sue posizioni rappresenta una cospicua parte dei lavoratori del settore ferroviario”.

Ovviamente la notizia arriva alle orecchie dell’Orsa, che coglie la palla al balzo per mettere un paio di puntini sulle i. “Non riescono proprio a invertire la rotta dalle vecchie logiche -commentano il segretario generale di Orsa Sicilia Mariano Massaro e il delegato regionale di Orsa Trasporti Michele Barresi. Eppure come Orsa abbiamo fatto di tutto per costruire un fronte sindacale unitario nella vertenza per la continuità territoriale.

La manifestazione del 14 febbraio scorso contro i tagli delle FS
La manifestazione del 14 febbraio scorso contro i tagli delle FS

Non ci siamo riusciti, nonostante gli sforzi documentabili. Evidentemente l’esigenza a far da prima donna supera il ruolo di rappresentanza dei cittadini e dei lavoratori.Intanto l’azienda sentitamente ringrazia”.

I responsabili dell’Orsa glissano sui motivi della presa di distanza da parte di confederali e Fast, sottolineando però che questa levata di scudi avviene mentre Ferrovie e Governo sono a un passo dalla cancellazione del diritto alla mobilità da e per la Sicilia.

“Esistono rivendicazioni più urgenti e importanti rispetto a quella dal potenziamento e della modernizzazione dell’unione territoriale ferroviaria tra la Sicilia e il resto del Paese? -chidono Massaro e Barresi. Che cosa avranno da dire all’azienda di così inconfessabile che l’Orsa non può e non deve ascoltare? Quali sono le gravi colpe del sindacato di base? Forse abbiamo lanciato troppo presto e per primi l’allarme per la soppressione della continuità territoriale, mentre il resto del sindacato minimizzava e ci accusava di allarmismo ingiustificato? Abbiamo raccontato troppe cose a lavoratori e cittadini rendendoli protagonisti della loro lotta? Diamo troppa importanza ai movimenti popolari e sosteniamo ogni loro iniziativa senza chiedere permesso alle sigle blasonate?”.

E visto che una spaccatura sindacale in un momento in cui da parte del Gruppo Ferrovie dello Stato c’è solo una vaga promessa di rivedere i tagli annunciati per giugno non può che indebolire il fronte delle rivendicazioni, l’Orsa avverte: chi l’ha causata se ne assumerà la responsabilità. Michele Barresi, delegato regionale Orsa Trasporti

“I lavoratori in lotta non si troveranno costretti a scegliere tra due fazioni in concorrenza -promettono Massaro e Barresi- perché il sindacato Orsa, da solo o in compagnia, resterà concentrato sulla vertenza.

Chi pensa che la contesa per la continuità territoriale si sia esaurita positivamente con il comunicato congiunto dell’assessore regionale ai Trasporti Pizzo e l’amministratore delegato di FS Elia s’illude. O, peggio, non conosce il sottobosco della vertenza: Governo e Ferrovie le stanno studiando tutte per realizzare i propri disegni.

Hanno solo l’obiettivo di presentarsi con una giustificazione plausibile per portare a compimento il grave attacco all’economia dell’Isola. In ogni caso e da qualunque parte del tavolo vigileremo perché nessuno provi a spegnere i riflettori sulla protesta popolare, magari sottoscrivendo in silenzio l’ennesimo accordo a perdere.

La continuità territoriale ferroviaria nello Stretto di Messina è un bene comune -concludono i due dirigenti sindacali- e nessuno può permettersi di deciderne le sorti all’insaputa dei cittadini e dei lavoratori”.

 

Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.