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Verso la mozione di sfiducia a Crocetta, slitta la presentazione della Giunta

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Il presidente della Regione Rosario Crocetta

Giornata di riflessioni e commenti dopo la designazione dei 12 assessori della nuova Giunta di Rosario Crocetta.  La quiete dopo la tempesta, ma neanche troppa quiete.

Ci pensa Articolo 4 ad animare l’atmosfera, come pure il fronte delle opposizioni, che affila le armi per il voto sulla mozione di sfiducia al presidente. L’Ars si riunirà alle 16. E Crocetta rinvia la conferenza stampa di presentazione degli assessori.

“Il Movimento Articolo 4 non è rappresentato nel nuovo governo della Regione siciliana”. Lo dice chiaro e tondo Luca Sammartino presidente del Movimento. “Anche il presidente Crocetta  ne è perfettamente cosciente  – prosegue – e lo conferma un passaggio della sua nota, nella quale ricorda come l’assessore designato non sia stato concordato ufficialmente con Articolo 4″.

E cinque deputati del movimento: “Contestiamo fortemente non il nome, ma il metodo con il quale è maturata la scelta dell’assessore designato, pur ritenendo Nino Caleca persona di alto spessore e profilo. Non intendiamo discutere di poltrone, ma di rappresentanza politica. Il resto appartiene a un vecchio modo di pensare e di agire, che rifiutiamo”.

I grillini ritornano alla carica: “Se questo è il governo che doveva evitare il naufragio, possiamo già cominciare ad indossare il salvagente”.

Lo dichiara il capogruppo Valentina Zafarana. “E’ pieno di riciclati delle vecchie Giunte e di sottogoverni e privo di quei nomi di spessore che ci vorrebbero per tirare la Sicilia fuori dalle secche. E’ stato soltanto pagato il dazio ai partiti per tenere in piedi un governo fallimentare e alla canna del gas. Per carità, alcuni curricula sembrano pure migliori dei precedenti, ma non ci sembra di intravedere quei profili di altissimo spessore che possano giustificare il terzo rimpasto e l’eterno balletto che ha paralizzato l’assemblea praticamente da sempre”.

“Anche perché – continuano i parlamentari dei 5 Stelle- alcuni neo assessori hanno qualifiche non proprio compatibili con gli assessorati che dirigeranno. Le uniche note salienti dell’ultimo maquillage di giunta sono il tributo pagato a Confindustria con la conferma della Vancheri alle Attività produttive e il commissariamento di fatto della Regione con la nomina di Baccei all’Economia. Disastrosa la continua alternanza di nomi in assessorati chiave per la Sicilia”,

E da Forza Italia, il capogruppo Marco Falcone: “Pronto a tutto pur di salvare se stesso e di rimanere in sella a un cavallo irrimediabilmente azzoppato e che vaga senza meta alcuna, provocando gravissimi danni. Fautore di una non rivoluzione e responsabile di due anni di malgoverno, Rosario Crocetta non molla la presa, disarcionando anche coloro che tra i suoi, nel precedente esecutivo, hanno lavorato con coscienza tenendo la barra a dritta. Tutti licenziati e a casa, tranne lui. E oggi, seppur con una nuova Giunta di personalità di certo profilo, prova maldestramente a ripartire, come un Re Sole senza sole. Domani, con la discussione della mozione di sfiducia a Rosario Crocetta, in aula all’ARS chiederemo a tutti i parlamentari di scegliere la strada della responsabilità al di là del proprio posizionamento politico”.

Butta acqua sul fuoco il sindaco di Catania Enzo Bianco: “Abbiamo lavorato in queste ore per una soluzione positiva ed è finalmente prevalsa la ragionevolezza, sia da parte del PD che dello stesso presidente, con il superamento delle divergenze politiche Adesso  occorre ripartire subito con le deleghe agli assessori e con alcuni punti qualificanti: la semplificazione amministrativa che limiti i ritardi causati dalla burocrazia regionale, il pieno utilizzo dei fondi europei con la nuova programmazione e il decentramento amministrativo con la legge sulle città metropolitane e i liberi consorzi per un rilancio dei nostri territori. La maggioranza e il governo – continua Bianco – escono rafforzate, anche grazie al prezioso contributo del governo Renzi e del sottosegretario Delrio che hanno assicurato il loro aiuto alla Sicilia”.

Dall’ANCI Sicilia il pensiero ai precari. “Rispetto al dialogo avviato tra ANCI Sicilia e l’Assemblea Regionale Siciliana, sui precari degli enti locali, nel ribadire il nostro impegno su una problematica delicatissima come quella dei lavoratori precari negli enti locali, ci auguriamo che la nuova giunta regionale inserisca tale tema tra le sue priorità’”. Lo dicono Leoluca Orlando, presidente dell’associazione dei comuni siciliani e Salvatore Lo Biundo, vicepresidente di ANCI Sicilia con delega alle Politiche del personale degli Enti locali.

Per trovare a questo annoso problema una soluzione definitiva e avviare il processo di stabilizzazione realmente entro il 2014, dando così ai Comuni un migliore assetto organizzativo e ai lavoratori a tempo determinato certezze -aggiungono- riteniamo necessario che con il concorso delle istituzioni nazionali e regionali, si superino i vincoli della normativa nazionale e si dia una prospettiva finanziaria per il successivo triennio. Infine – concludono Orlando e Lo Biundo- occorre ricordare che esiste un serio problema di liquidità, considerato che molti Comuni della nostra Isola, già in gravi difficoltà finanziarie, sono costretti a ricorrere alle scoperture di Tesoreria per pagare gli stipendi ai precari, in attesa che la Regione eroghi oltre all’anticipazione del 40% anche le restanti somme previste per il 2014”.

 

Elio Granlombardo

Ama visceralmente la Sicilia e non si rassegna alla politica calata dall’alto. La “sua” politica è quella con la “P” maiuscola e non permette a nessuno di dimenticarlo. Per Sicilians segue l'agorà messinese, ma di tanto in tanto si spinge fino a Palermo per seguire le vicende regionali di un settore sempre più incomprensibile e ripiegato su se stesso. Non sopporta di essere fotografato e, neanche a dirlo, il suo libro preferito è “Conversazione in Sicilia” di Elio Vittorini.