TIR, i sindacati: “Errore esiziale dell’amministrazione”

Segnaletica anti TIR cavalcavia 30 7 2014
Ripristinata la segnaletica anti-TIR sul cavalcavia (Foto Francesca Duca)

“Come ci siamo sforzati di far comprendere in questi giorni, la logica del muro contro muro e del contenzioso danneggia la collettività e l'interesse generale. In questo l'Amministrazione commette un altro, l'ennesimo, errore esiziale”.

Così i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Messina Lillo Oceano, Tonino Genovese e Carmelo Catania commentano il dispositivo del TAR che ha sospeso l'ordinanza anti TIR dell'amministrazione Accorinti, che vietava il transito diurno dei mezzi pesanti in alcune zone della città, comprese tra viale Europa e la stazione marittima.

“Non è possibile raccontare alla gente, peraltro indossando la fascia che rappresenta le istituzioni, che problemi complessi hanno soluzioni semplici e che sia sufficiente vietare il transito ai TIR (ad alcuni, pochi mezzi pesanti) perché questi improvvisamente scompaiano -proseguono i dirigenti sindacali. Non è così che si risolve definitivamente il problema.

Impostare tutta la vertenza nel divieto di transito soltanto per i mezzi che si imbarcano o sbarcano sulla rotta dell'autostrada del mare è utile soltanto alla propaganda e non cancella il transito dei TIR, come sanno bene i cittadini che abitano o transitano sul viale Boccetta.

La domanda alla quale dobbiamo rispondere adesso è la seguente: dopo questa decisione, qual è la capacità dell'Amministrazione e quindi della collettività di agire, sia nei confronti degli armatori che nei confronti dello Stato e della Regione Sicilia, per rivendicare il completamento del porto di Tremestieri? Del completamento, non del ripristino della seconda invasatura. Perché senza il completamento con le 5 invasature, la correzione dell'area di stoccaggio, le strutture della logistica, la nuova via Don Blasco, non si può contare sul completo trasferimento del traffico.

Il problema occupazionale, spesso citato a sproposito e strumentalmente, da una parte e dall'altra, non riguarda i traghettatori, ma il destino economico e produttivo della nostra provincia che se vuole avere un futuro deve provare a costruire nuove occasioni di lavoro, non potendo sopravvivere negli spazi sempre più ristretti del lavoro pubblico, delle pensioni o per chi è privilegiato delle rendite parassitarie. Il tessuto economico di questo territorio si sta inaridendo e non sentiamo una sola proposta delle istituzioni pubbliche locali per creare nuovo lavoro produttivo.

Questa è una di tutti da risolvere migliorando la qualità della vita di questa città, a partire dalle opportunità occupazionali, senza compromessi su sicurezza e salute, ma avendo un progetto per lo sviluppo. Per fare questo non serve la personalizzazione dello scontro tra il sindaco e un', ma la costruzione di un percorso che veda confrontarsi gli interessi generali. Fuori dall'illusione che qualcuno, anche investito di un mandato elettorale, possa rappresentare tutti e decidere per tutti”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *