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#Teatro. Successo a Lentini per l'”Infernu” di Dante tradotto dal poeta messinese Cannizzaro

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Un pubblico caloroso ha a lungo battuto le mani, con convinzione ed emozione al termine della rappresentazione dell’Infernu di Dante nel musicalissimo dialetto del poeta messinese Tommaso Cannizzaro, proposto tra gli ulivi millenari e i ruderi del Colle Tirone, dov’era l’antica Leontinoi, patria del filosofo Gorgia. Oltre che per Berta Ceglie, regista e protagonista dello spettacolo, gli applausi sono andati a tutti gli attori – Alessandro Caramma (Caronte, Brunetto Latini), Tecla Guzzardi (Francesca), Elmo Ler (Farinata), Pierfrancesco Scannavino (Ulisse), Sebastiano Mancuso (Conte Ugolino) e il mimo Rosario Valenti (Virgilio) – e ai ballerini della compagnia City Ballet (Giulia Bertino, Chiara Coco e Michelangela Cristaldi). Grandi consensi poi per gli artisti del fuoco, a cominciare da Turi Scandura, che ha recitato nel ruolo di Minosse e ha creato gli effetti dello spettacolo, e poi Valentina Grillo e Giuliana Randazzo.

Particolarmente apprezzati dal pubblico sono stati infatti, in questa rappresentazione illuminata prevalentemente da torce e fuochi, gli effetti creati dai manipolatori e quelli studiati dal mago della pirotecnia Alfredo Vaccalluzzo. Applausi anche per i demoni (Laura Guidotto, Sara Longo e Sara Puglisi) e i dannati (Concita Lombardo, Ornella Lombardo, Sonia Scalia, Annalisa Virgillito e Antonio Lombardo, che ha anche reso in scena Paolo). E riconoscimenti per i costumi dello spettacolo (di Gabriella Ferrera), i movimenti scenici (di Sergio Platania) e gli effetti sonori (di Sergio Greco). “Dopo le Gole dell’Alcantara – ha dichiarato Berta Ceglie – un altro luogo di grande suggestione sul quale abbiamo tagliato su misura lo spettacolo utilizzando le scenografie naturali di questo complesso nel quale sono stratificate testimonianze archeologiche dal neolitico al medioevo, con le meraviglie che ci hanno lasciato greci, romani, bizantini, arabi. Il pubblico è stato anche stavolta calorosissimo e al termine della rappresentazione è venuto a complimentarsi”.

L’Infernu prodotto dal Centro Cultura Mediterranea nell’adattamento di Antonio Luca Cuddè è stato messo in scena con il patrocinio della Città di Lentini e il contributo di Regione Siciliana. “Il successo della rappresentazione nel Parco archeologico di Leontinoi – ha commentato l’assessore regionale al Turismo e Spettacolo Anthony Barbagallo – è la riprova che il testo tradotto da Cannizzaro dalla Divina Commedia di Dante potrà essere uno dei punti di forza della proposta culturale degli spettacoli estivi in Sicilia nei prossimi anni”.

Intanto i produttori e la regista stanno lavorando a un adattamento per le scuole di questo Infernu da proporre sia al chiuso, sia all’aperto. Si pensa infatti a gite d’istruzione con al centro lo spettacolo da rappresentare in zone particolarmente suggestive della Sicilia come la Cattedrale di sale delle miniere sotterranee di Realmonte, nell’Agrigentino, l’interno del Cretto di Burri a Gibellina, o le rive del lago di Proserpina a Pergusa, nell’Ennese.

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