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#Teatro. A Tindari Vanessa Gravina sarà Lisistrata

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Vanessa-Gravina (2)Domenica 30 agosto, ultimo appuntamento per il Festival Teatro dei Due Mari. Vanessa Gravina diretta da Massimo Boncompagni sarà Lisistrata.

Lo spettacolo, tratto dall’opera di Aristofane, è l’ultimo tra i dodici proposti nelle tre diverse location del Festival. Tanti i nomi d’eccellenza del teatro italiano e interpreti di prim’ordine che hanno partecipato come Vincenzo Pirrotta, Graziano Piazza, Giorgio Albertazzi e Moni Ovadia. Organizzata dall’associazione Teatro dei Due Mari, con la direzione artistica di Filippo Amoroso, la rassegna è stata ideata per dare un ulteriore impulso allo studio, alla conoscenza e alla divulgazione degli testi classici, riproponendo spettacoli greci e latini nei più significativi siti archeologici italiani.

filippo amorosoPrevista inizialmente per il 16 agosto e rinviato per maltempo, Lisistrata è stata rappresentata per la prima volta alle Lenee del 411 a.C., mentre gli animi erano prostrati dai lutti, la guerra del Peloponneso riavvampava furiosa e le sciagure succedevano alle sciagure. La commedia di Aristofane è un manifesto ante litteram dell’emancipazione femminile e un’opera estremamente attuale per le tematiche trattate e le tante affinità sociali e politiche con i giorni nostri.

Protagonista della rappresentazione è una donna ateniese a cui un Aristofane senza più fiducia negli uomini affida il compito di far cessare la guerra.

E così, Lisistratail cui nome significa la scioglieserciti, raduna tutte le donne di Grecia e propone loro di fare uno sciopero del sesso finché gli uomini non firmeranno la pace.

“Il Teatro Antico – spiega  Boncompagni – è come un film in bianco e nero. Quando ci capita di vedere una vecchia pellicola con una sceneggiatura socio culturale ci sembra che il tempo non sia passato, che tutto sia rimasto come in quegli anni del Novecento dove i sogni di cambiamento erano più forti dei disagi del presente. La stessa cosa ci accade leggendo le opere teatrali di un passato a noi sconosciuto. La nostra Lisistrata rimane attaccata fortemente a quanto Aristofane scrisse nel 411 a.C.

Malgrado sia passato così tanto tempo, le differenze tra quell’epoca e la nostra sono pochissime; cambiano le cause ma le conseguenze sono quasi identiche. Tra poesia, commedia e dramma, raccontiamo la condizione delle donne di Atene, che sembra in qualche modo assomigliare a quella delle donne di oggi”.