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Tavolo tecnico in Comune per la riqualificazione di via Don Blasco

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Una prospettiva della via Don Blasco

Vertice a Palazzo Zanca stamane per il progetto della riqualificazione di via Don Blasco.

Alle 11 si riunirà il tavolo tecnico previsto dal protocollo d’intesa stipulato a giugno dell’anno scorso, per conclusione le attività propedeutiche dell’iter per la realizzazione della nuova via Don Blasco e la consegna del provvedimento di convenzione concernente le risorse finanziarie necessarie.

Presenti all’incontro, secondo quanto dichiara l’assessorato regionale alle Infrastrutture, il sindaco di Messina Renato Accorinti, il presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta, l’assessore al Territorio Nino Bartolotta, il presidente dell’Autorità Portuale di Messina Nino De Simone, il presidente di RFI Dario Lo Bosco, l’amministratore delegato di Sistemi Urbani del Gruppo FS Carlo De Vito, il direttore del Dipartimento Regionale Infrastrutture Giovanni Arnone e il segretario generale dell’Autorità Portuale di Messina Francesco Di Sarcina.

Il progetto per la riqualificazione della via Don Blasco, che consentirà di collegare l’arteria al viale Gazzi e all’autostrada bypassando la via La Farina, è un appalto da 24 milioni di euro, finanziato dalla Regione Sicilia e dall’Autorità Portuale.

E vista la confusione imperante da parecchi anni tra il progetto per la via Don Blasco e quello della Via del Mare, apparentemente inspiegabile visto che si tratta di due arterie totalmente diverse (la prima esiste mentre l’altra è da realizzare ex novo), facciamo un po’ di chiarezza.

Il progetto della via Don Blasco, per il quale si spenderanno 24 milioni di euro (la spesa iniziale presunta in epoca pre euro si aggirava intorno ai 25 miliardi di lire) e redatto dopo anni di discussione infinite nel 1996 dall’ingegner Antonio Rizzo del Comune di Messina, prevede la riqualificazione dell’arteria.

In questo modo si collegherà il molo Norimberga fino al viale Gazzi, abbattendo il muro che separa la strada dalla via Maregrosso e consentendo quindi di collegarsi dal porto storico direttamente all’autostrada, eliminando il passaggio dei TIR dalla via La Farina.

Dopo anni di pour parler a vuoto, il primo passaggio concreto si è avuto l’1 giugno scorso, quando durante un incontro a Palazzo Zanca è sttao siglato un protocollo d’intesa tra RFI, la Regione Sicilia, la Prefettura e il Comune.

Due gli organismi che gestiranno il progetto: una cabina di regia a Palermo (grazie ai fondi europei la Regione finanzierà il progetto con 19 milioni, mentre gli altri 5 li metterà l’Autorità Portuale) e un tavolo tecnico a Messina, visto che il progetto è stato redatto dagli uffici comunali.

E veniamo alla Via del Mare. Un progetto faraonico da oltre 80 milioni di euro del quale si parla dai primi anni Novanta, che ha visto però la prima concretizzazione solo nel 2003, quando si iniziò a lavorare al progetto, completato due anni dopo.

Diversamente dalla via Don Blasco, la Via del Mare non esiste e sarà realizzata dal nulla. Collegherà la Zona Falcata a Tremestieri e non si sovrapporrà all’arteria già esistente. Per il momento c’è solo un protocollo d’intesa tra il Gruppo Ferrovie dello Stato (che cederà alcune aree ormai inutilizzate), il Comune di Messina e l’Autorità Portuale.

Il progetto di fattibilità fu presentato nel 2006 dall’allora presidente dell’Authority Enzo Garofalo. La Via del Mare, salvo modifiche, prevede la realizzazione di un’arteria di 8 chilometri a quattro corsie dotata anche di una pista ciclabile, di una galleria ferroviaria lunga 2 chilometri che da sola costerà 34 milioni di euro, aree di sosta, due rotatorie e altre opere collegate.

Nel 2009 l’ex assessore ai Lavori Pubblici della Giunta Buzzanca Gianfranco Scoglio dichiarò che l’iter era ai blocchi di partenza. Ma nessuno diede il via e dopo cinque anni la Via del Mare è ancora un ipotesi di cui si parla e basta.