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Suburra Messina, movida folle nel centro della città tra 12enni ubriache e scazzottate

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MESSINA. Pensavamo che il peggio dell’euforia post lockdown fossero la mancanza di mascherine e il mancato rispetto delle distanze per limitare i contagi. Invece no. Tra 12enni ubriache e scazzottate varie, ormai il sabato sera a Messina trasforma l’intera città in una vera  e propria suburra. Di giorno in giorno diventa sempre più evidente che il degrado non è più appannaggio delle periferie e dopo la pausa (a questo punto benedetta) imposta dal coronavirus, tutto è tornato come prima. Anzi, peggio di prima. Girare di sera per la città tra venerdì e domenica, fatte salve le giuste rivendicazioni degli esercenti onesti e corretti a lavorare in serenità, dà un’idea molto chiara della deriva morale e materiale verso la quale si sta inesorabilmente scivolando. Ieri sera una ragazzina di poco più di 12 anni che era con la madre nel cuore della movida locale tra largo San Giacomo e la chiesa dei Catalani ha bevuto 2 birre e  un cocktail alcolico. Una mistura inaccettabile per un adulto, figuriamoci per una 12enne. Che inevitabilmente si è sentita malissimo ed è stata immediatamente trasportata in ospedale in codice rosso. Dopo aver ricevuto le cure del caso, la ragazzina, come prevede la legge, è tornata a  casa con i genitori. A venderle le bevande, bevute a pochi metri di distanza dalla madre, secondo una prima ricostruzione dei fatti, un locale di via Cesare Battisti, al quale la Polizia Municipale, coordinata dal commissario Giovanni Giardina, ha subito sospeso l’attività per aver venduto alcolici a una minorenne. Neanche il tempo di riprendersi da questo gravissimo episodio, che subito un violento alterco tra diverse persone (al momento ne sono state identificate solo due ) per motivi ancora da chiarire, si è trasformato in una scazzottata piuttosto seria, con l’aggravante che uno dei due ha persino preso a calci ripetutamente l’auto della Volante della Polizia. A conti fatti, alla luce di quanto succede nei week end a poche settimane dalla fine delle restrizioni imposte dall’epidemia di COVID-19, forse non sarebbe un’idea malvagia ritornare alle restrizioni dei mesi scorsi. Ne guadagnerebbero la civiltà e la vivibilità della città e forse si riscoprirebbero modi più sani di passare il tempo libero, che vadano oltre l’ubriacarsi e il fare a pugni in mezzo alla strada. Perché la libertà è un’altra cosa: quanto succede a Messina è degrado e basta.

Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.