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Sport. Igea Virtus, il futuro è nebuloso. A rischio l’iscrizione?

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© Puccio Rotella (www.igeavirtusbarcellona.it)

MESSINA. Stringi- stringi diventa una corsa contro il tempo, mentre il futuro dell’Igea Virtus rimane sempre incerto. Dopo l’uscita di scena della famiglia Grasso e di tutti gli altri dirigenti, è il momento di valutare quali alternative siano rimaste sul campo. E’ previsto entro sabato, secondo indiscrezioni raccolte dal nostro giornale, un nuovo incontro con l’imprenditore marchigiano Vincenzo Longo, 63 anni, durante il quale potrebbe emergere qualcosa di più concreto sulla fattibilità dell’operazione di cessione del club. I dubbi sull’imprenditore impegnato nel settore edile, proprietario di supermercati, ristoranti e alberghi, sono però diversi. Longo, infatti, ha tentato più volte negli ultimi anni di entrare nel mondo del calcio, ma senza fortuna. Al momento sono solo parole, ma nessun fatto realmente concreto. I dirigenti dimissionari sono giornalmente alla ricerca di investitori interessati a rilevare la società. Gente che dimostri coi fatti di avere la capacità economica e finanziaria di sostenere annualmente, come fatto negli ultimi anni dalla famiglia Grasso, le necessità dell’Igea Virtus. Chiunque dia prova di avere i necessari requisiti di solidità economica potrà verificare i documenti sociali contattando i dirigenti ma lo dovrà fare a strettissimo giro, poiché entro poche settimane l’Igea Virtus deve essere in grado di fornire le necessarie garanzie per l’iscrizione al prossimo campionato di Serie D. A oggi i tentativi di trovare un successore all’attuale dirigenza non hanno avuto successo. Al momento il rischio che l’Igea Virtus possa sparire dal panorama calcistico italiano è alto. Tutto ciò nell’indifferenza di una città che sembra importare poco o nulla sulle sorti di una società che negli ultimi anni ha ottenuto risultati semplicemente straordinari. Un città piegata sempre più su stessa, incapace di sapersi tenere e custodire gelosamente quanto di positivo possiede.

Carmelo Amato

Barcellonese doc, il giornalismo è la sua ragione di vita. Indistruttibile, infaticabile, instancabile, riesce a essere sul posto “prima ancora che il fatto succeda”. Dalla cronaca nera allo sport nulla gli sfugge. È l’incubo degli amministratori di Palazzo Longano, che se lo sognano anche di notte e temono i suoi video e i suoi articoli nei quali denuncia disservizi e inefficienze e dà voce alle esigenze dei suoi concittadini. Sconfina spesso a Milazzo e dintorni.