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Sono arrivati in città i profughi salvati nel Canale di Sicilia

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L'arrivo dei profughi in città

Le operazioni di attracco si sono concluse poco prima delle 20. E proprio sulla nave mercantile che ha portato a Messina un nuovo carico di dolore e speranza sono iniziate le prime operazioni previste in casi del genere.

Sono 361 e sembra provengano da Mali, Nigeria e Senegal soprattutto, anche se nelle prossime ore se ne saprà di più. Sono soprattutto uomini, ma ci sono anche donne e bambini. Di questi ultimi, come prevede la legge, si farà carico l’amministrazione comunale.

Per tutti gli altri c’è la struttura del PalaNebiolo all’Annunziata. Chiusa dall’ASP alla fine dell’anno scorso per problemi sanitari e riaperta in quest’occasione per fronteggiare l’emergenza, visto che la tendopoli allestita nel campo di baseball è ancora occupati da altri profughi.

“Ovviamente si tratta solo di una fase di passaggio -spiega il vice prefetto vicario Maria Antonietta Cerniglia, in moto da questa mattina così come il resto della Prefettura per coordinare e organizzare l’assistenza. Non siamo riusciti a reperire altri luoghi nel quale far sostare i profughi e abbiamo riaperto il PalaNebiolo. Abbiamo saputo solo questa mattina del nuovo arrivo e in poche ore abbiamo organizzato tutto insieme alle forze dell’ordine, la Croce Rossa, l’ASP 5, la Sanità Marittima, la Capitaneria di Porto, la Marina Militare e le associazioni di volontariato accreditate. Si è fatto avanti anche un funzionario dell’UNHCR per fornire l’assistenza legale”.

Le operazioni di controllo sanitario sono iniziate non appena la nave ha attraccato e man mano che si riempiono i pullman i profughi sono condotti al PalaNebiolo.

“Ringraziamo tutti coloro che hanno collaborato con noi -aggiunge ancora il vice prefetto vicario Cerniglia- e in particolare la Croce Rossa, che in poche ore ha messo insieme brandine, lenzuola e coperte per tutti perché siamo dovuti partire da zero. Un grazie di cuore perché non è stata una giornata semplice”.

A disporre il traferimento a Messina dei 361 profughi, recuperati insieme a moltissimi altri (in tutto sono almeno 4 mila) dalla Marina Militare nel Canale di Sicilia in appena 48 ore, il ministro dell’Interno Angelo Alfano.