Smart city: on. Cateno De Luca, “basta sprechi faremo una città intelligente e parsimoniosa.

Messina fino ad oggi anche in questo si è distinta in negativo: infrastrutture come il tram, la gestione delle risorse idriche, la realizzazione dell'approdo a Tremestieri, la complessiva erogazione dei servizi municipali non rientrano nei canoni smart perché alcuni hanno penalizzato una parte della città senza concretamente avvantaggiarne un'altra, come questo sistema di tram, altri hanno penalizzato l'intera città come la gestione delle risorse idriche.
I parametri smart che vogliamo introdurre -prosegue De Luca- consentono di mettere a confronto le performance conseguite tra più sistemi urbani omogenei o disomogenei mediante l'utilizzazione di parametri oggettivi scaturenti dall'obiettiva rappresentazione dei risultati conseguiti in ogni singolo segmento della governance urbana. La metodologia smart city, in definitiva, consente di poter qualificare l'esistenza o meno del cosiddetto “buon governo urbano” con una classificazione oggettiva, competitività, scaturente dall'elaborazione dei risultati conseguiti a seguito della concreta conversione infrastrutturale e dei servizi urbani ai valori di smart city.
In buona sintesi, smart significa ottimizzare e innovare l'uso dei beni e servizi urbani con una visione strategica e sinergica dell'essere e vivere la città: non più dunque la realizzazione di interventi infrastrutturali o la creazione e gestione di servizi sconnessi dal relativo contesto urbano e sganciati dal destino gestionale singolo e complessivo, ma realizzazione infrastrutturale ed erogazione di servizi che tenga conto dei conseguenziali costi di gestione e dell' interconnessione con il resto dei beni e servizi del sistema urbano. Possiamo tranquillamente affermare – conclude De Luca – che la vecchia politica clientelare e lobbistica ha paura dell'applicazione dei principi di smart city in quanto, si avrebbe l'asseverazione della pericolosità sociale di uomini e donne che continuano a concepire la gestione delle risorse municipali come un bancomat collegato ai conti correnti dei singoli cittadini. Da una mera analisi delle proposte che il Comune di Messina ha avanzato nell'ambito delle principali programmazione che mettono a disposizione ingenti risorse per l'applicazione dei valori smart, si evince la solita visione parassitaria della gestione urbana con la previsione di opere e servizi sicuramente utili a chi li realizzerà piuttosto che agli utenti che ne dovranno usufruire. Dall'esame dell'andamento della spesa del PON METRO la città di Messina già rischia di perdere 5 milioni di premialità prevista per le città che garantiranno una performance di spesa superiore alla media, ma ancora la città di Messina deve iniziare concretamente a spendere per diventare smart city ancora siamo all'anno zero”.