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#Sicilia. L’ARS dà l’ok alla legge sui centri storici, martedì il voto finale

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Il Farm Cultural Park a Favara
Il Farm Cultural Park a Favara: un esempio di centro storico recuperato dai privati

“Con la prossima approvazione del disegno di legge sui centri storici, daremo risposte concrete all’esigenza di molte città della Sicilia, favorendo il recupero del patrimonio edilizio e architettonico, e contribuendo alla sicurezza dei cittadini”.

Così Giovanni Panepinto, parlamentare regionale del PD e sindaco di Bivona, in provincia di Agrigento, a proposito del disegno di legge sui centri storici. L’Assemblea Regionale Siciliana ha approvato tutti gli articoli e martedì prossimo ci sarà il voto finale.

“Avevo preso questo impegno a Favara -ricorda Panepinto- dove un crollo nel centro storico (nel 2010, quando morirono due sorelline di 3 e 14 anni, ndr) ha lasciato una ferita profonda nella città. Oggi il Parlamento siciliano, grazie anche al lavoro portato avanti dal Partito Democratico, ha dato una risposta importante nella giusta direzione. Dobbiamo predisporre ogni misura utile a fare in modo che drammi come quello di Favara non si ripetano mai più”.

“Le procedure per effettuare lavori di recupero, manutenzione e ristrutturazione nei centri storici saranno più chiare, certe e veloci -aggiunge Anthony Barbagallo, deputato ARS del PD, membro della Commissione Territorio e Ambiente e promotore del disegno di legge. La legge votata darà un impulso al recupero del nostro patrimonio edilizio e urbano e al tempo stesso darà sostegno al settore edile, uno dei più colpiti dalla crisi. Il tutto nel pieno rispetto delle norme di tutela ambientale”.

Obiettivo della legge la valorizzazione e la rivitalizzazione economica e sociale dei centri storici in Sicilia grazie a norme che semplificano le procedure per gli interventi, visto che per molti sarà sufficiente una comunicazione di invio attività, accompagnata da una relazione o da un progetto.

“Ho lavorato a lungo a questa legge -aggiunge Barbagallo- che agevolerà il recupero dei centri storici, la riqualificazione urbanistica di aree degradate, il recupero del nostro patrimonio architettonico. Tutto questo permetterà una migliore fruizione turistica e dei nostri centri urbani e dei beni culturali. Ma al tempo spesso, con procedure snelle e rapide, semplificheremo la vita ai cittadini che intendono intervenire sui loro immobili”.

L’articolo 2 della legge definisce le varie tipologie edilizie presenti nei centri storici: edilizia di base non qualificata, parzialmente qualificata, qualificata, qualificata speciale, monumentale residenziale, residenziale moderna non qualificata e specialistica moderna non qualificata.

L’articolo 3 chiarisce quali siano i criteri per lo studio di dettaglio necessario per classificare gli immobili e specifica i casi per i quali è necessario il parere della Soprintendenza o del Genio Civile.

L’articolo 4 indica le procedure per ciascun tipo di intervento in base alla tipologia edilizia, mentre l’articolo 5 le norme di carattere generale della legge.

 

 

Elio Granlombardo

Ama visceralmente la Sicilia e non si rassegna alla politica calata dall’alto. La “sua” politica è quella con la “P” maiuscola e non permette a nessuno di dimenticarlo. Per Sicilians segue l'agorà messinese, ma di tanto in tanto si spinge fino a Palermo per seguire le vicende regionali di un settore sempre più incomprensibile e ripiegato su se stesso. Non sopporta di essere fotografato e, neanche a dirlo, il suo libro preferito è “Conversazione in Sicilia” di Elio Vittorini.