#Sicilia. Crocetta non ce la fa al primo turno Gela, i 5 Stelle: “L’inizio della fine della partitocrazia”

“L'inizio delle fine della partitocrazia. Questa tornata elettorale abbatte l'ultima linea Maginot dei partiti e sfonda anche nell'insidiosissimo e paludoso terreno delle amministrative”. Così i parlamentari del Movimento 5 Stelle all'ARS, che sottolineano anche come il loro candidato abbia superato quello di Rosario Crocetta a Gela, feudo del presidente della Regione Sicilia.
“Avere giganteggiato anche in una competizione in cui il voto d'opinione è schiacciato da interessi di bottega, pressioni clientelari e scorrettezze di ogni tipo -chiosano i parlamentari- è la conferma che siamo sulla strada giusta. Il raffronto con le precedenti omologhe consultazioni è esaltante e conferma che il Movimento è tutt'altro che un fuoco di paglia, come si auguravano in molti”.
I 5 Stelle siciliani sottolineano come in alcuni Comuni dell'Isola le liste M5S abbiano portato a casa quasi il 30% dei voti, ottenendo “consiglieri un po' ovunque, conquistando Pietraperzia e accingendosi al ballottaggio ad Augusta e Gela, senza ricorrere ad apparati elettorali, ingentissimi esborsi economici o, peggio, agli intrallazzi e alle scorrettezze cui abbiamo assistito anche negli ultimi giorni”.
Nonostante l'altissimo astensionismo di questa tornata elettorale, l'M5S sottolinea come dopo il PD “sia la seconda forza politica in Italia e la prima in Sicilia”.
I deputati di Sala d'Ercole definiscono “emblematici i risultati di Gela”, dove hanno superato il candidato di Crocetta, e di Augusta, dove “la nostra lista ha più che doppiato il PD. Fatto questo che suona come una sonora bocciatura per le politiche tutt'altro che ambientaliste del governo. Le prove generali per il governo della Sicilia hanno funzionato benissimo e la prossima tappa -avvertono- sarà Palazzo d'Orleans”.