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Sfidano le correnti dello Stretto per finanziare i progetti della Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica

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MESSINA. Trenta temerari nuotatori sono partiti questa mattina da Capo Peloro, all’altezza di Torre Faro in più batterie, pronti ad affrontare le fredde correnti del Mar Ionio e del Mar Tirreno lungo lo Stretto di Messina per accendere i riflettori sulla fibrosi cistica, la malattia genetica grave più diffusa. A partecipare a questa iniziativa anche Matteo Marzotto, presidente della Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica. L’iniziativa contribuisce a finanziare i progetti di ricerca promossi dalla Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica di cui Matteo Marzotto è cofondatore e presidente. È stata una traversata per la vita quella dello Stretto di Messina. Negli anni.l’evento organizzato da Luciano Vietri è diventato simbolo di sfida contro le malattie gravi, che rappresentano simbolicamente un mostro da combattere, proprio come Scilla e Cariddi che nell’antichità davano il nome allo Stretto.

Questa nuova edizione patrocinata dal Comune di Messina vede in campo la Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica Onlus, Agenzia nazionale per la Ricerca sulla malattia genetica grave più diffusa definita “a timer”, perché chi ne è affetto ha un’aspettativa di vita media che si attesta intorno ai 40 anni. Chi nasce malato ha ereditato sia dal padre sia dalla madre una copia del gene mutato. Entrambi sono, quasi sempre senza saperlo, portatori sani di una copia di tale gene: in Italia sono 2 milioni e mezzo, una persona ogni 25, e una coppia composta da due portatori sani a ogni gravidanza ha una probabilità su quattro di avere un figlio malato.

Sono stati 30 i nuotatori di vario livello che si sono messi alla prova attraversando lo stretto nei 3,5 chilometri, dove si incontrano le correnti del Mar Ionio e del Mar Tirreno. Tra loro, ha deciso di affrontare l’impresa anche il presidente di FFC Matteo Marzotto da sempre noto appassionato sportivo, coinvolgendo al suo fianco i volontari delle Delegazioni FFC di Vicenza e di Vittoria Ragusa e Siracusa.

“La mia passione sportiva è la bicicletta, ma non ho potuto sottrarmi a questa impresa solidale quando mi hanno chiesto di partecipare – ha dichiarato Marzotto. Si tratta di un’iniziativa dal grande peso simbolico, ma ancora di più dal punto di vista del sostegno concreto alla ricerca che noi come fondazione promuoviamo e che proprio in queste settimane ha messo a segno un importante risultato. Grazie al progetto Task Force for Cystic Fibrosis finanziato da FFC, è stato individuato un composto molto promettente che con alta probabilità nel 2020 verrà testato sull’uomo. Colgo anche l’occasione, visto che siamo in periodo di dichiarazione dei redditi, e sapendo che un italiano su quattro ancora non destina il 5×1000, per ricordare che la ricerca è la sola a poter avere l’ultima parola sulla malattia e che c’è costante bisogno di sostegno e di aiuto perché un giorno questa malattia possa essere definitivamente sconfitta.

A sfidare le onde salate anche gli atleti del Martina Dogana Triathlon Team, associazione della pluricampionessa italiana, legata da tempo alla Onlus. Muniti di cuffia firmata FFC e scortati dalle barche durante tutto il percorso, i partecipanti, bracciata dopo bracciata, hanno raggiunto la Calabria dove sono stati presi i singoli tempi. Al termine della traversata, sono rientrati in Sicilia in barca per partecipare, in serata, alla Charity Dinner in programma all’Hotel Capo Peloro. La cena, patrocinata dal Comune di Messina e realizzata con il contributo di Banca Agricola Popolare di Ragusa, è aperta al pubblico. L’intero ricavato della serata sosterrà l’attività scientifica promossa dalla FFC.