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SEL e la sua anima divisa in due

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Volano gli stracci in casa SEL. Più che la Festa della Liberazione, quella di ieri è sembrata una vera e propria resa dei conti tra le due anime contrapposte di Sinistra Ecologia Libertà in salsa messinese.

E così, ieri pomeriggio arriva un duro comunicato del Circolo SEL “Matteo Cucinotta” firmato dal coordinatore Sofia Martino, che ribadisce la posizione del partito a livello nazionale “di non partecipare a nessun governo di larghe intese, coerente con quanto esplicitato durante l’intera campagna elettorale ed in perfetta linea con i valori ed i principi fondanti della sinistra”.

Che sull’opportunità di partecipare ad un tavolo del centrosinistra costituito oltre che da PD, SEL, Il Megafono, DR e i socialisti ci fosse anche l’UDC si sia consumato uno scontro pesantissimo all’interno del partito non è un mistero per nessuno.

Anche perché l’eco delle litigate da pianerottolo è arrivato persino sui social network con toni che avrebbero fatto rabbrividire Donna Letizia, Lina Sotis e, più in generale, i cultori del bon ton.

Ma tant’è. Nel lungo documento del Circolo “Matteo Cucinotta”, si sottolinea “la natura anomala della composizione di quel tavolo, posto che l’UDC è partito del centrodestra, fino all’ultimo, a Messina, alleato del PDL e, dunque, certamente correo della cattiva gestione comunale e provinciale che la città, oggi, si trova a fronteggiare.

In merito a quanto stabilito dall’Assemblea provinciale di Sel -prosegue Sofia Martino nel documento- assemblea non più totalmente rappresentativa perché non più rispondente (nel numero dei partecipanti e nelle persone presenti), a quella determinatasi dall’esito congressuale del 2010, il suddetto circolo, attraverso gli interventi di dirigenti e militanti, aveva sollevato obiezioni nel merito e nel metodo di natura politica ed etica, circa l’opportunità di aderire a tale alleanza, in un momento in cui, sul piano nazionale, netta era la divisione tra i due schieramenti.

Nel corso dell’Assemblea si è deciso, a maggioranza, di procedere alla realizzazione di un documento in cui avrebbero dovuto essere posti dei paletti di natura etica e programmatica alla partecipazione dei potenziali candidati”.

A fare saltare i tentativi di convivenza tra le due anime di SEL, è la notizia che gli esponenti dell’ormai moribondo FLI di Gianfranco Fini e Carmelo Briguglio, storico esponente della destra locale,  sono passati armi, bagagli e pacchetti di voti nell’UDC di Gianpiero D’Alia, che ha stretto un patto di ferro con Francantonio Genovese e il PD per sostenere Felice Calabrò, vincitore delle primarie del centrosinistra.

“Diversi interventi -aggiunge ancora la Martino- sono stati unanimemente concordi nel criticare un eventuale appoggio di SEL ad un candidato che sarà praticamente sostenuto da quasi tutte le forze politiche dalla destra al centro(sinistra). In un momento di particolare confusione a carattere nazionale, confusione alla quale Sel si è sottratta, mantenendo fede a quanto ribadito in campagna elettorale, riteniamo sia fondamentale dare prova di coerenza, non alimentando un ulteriore smarrimento in un corpo elettorale di centrosinistra già sufficientemente stranito dalla decisione assunta dal PD nazionale di appoggiare un governo di larghe intese.

Il Circolo “M. Cucinotta” -conclude il coordinatore- esprime una linea in dissonanza rispetto alle decisioni assunte a livello provinciale e ne prende ufficialmente le distanze, confidando in un riesame della decisione assunta dal provinciale di SEL in merito all’alleanza di centrosinistra a Messina. Diversamente, il Circolo propenderà per la libertà di voto dei propri iscritti”.

Frase quest’ultima, che ufficializza quanto si sa già da tempo e cioè che una parte di SEL appoggerà Renato Accorinti nella corsa a Palazzo Zanca.

Giusto poche ore e arriva la replica ufficiale del coordinatore provinciale Salvatore Chiofalo e del responsabile regionale degli Enti Locali Sergio Lima. “Avvertiamo con preoccupazione crescente il rischio che anche a Messina possano vincere il trasformismo e il gattopardismo -scrivono i due esponenti politici. La possibilità che pezzi consistenti del ceto politico, che tanta parte ha avuto nel disastro amministrativo targato centrodestra, possano pensare di riciclarsi non può che vederci allarmati e ci impone di rammentare al candidato sindaco ed ai partiti che lo sostengono che la discontinuità, nei nomi e nelle pratiche, dovrà essere il baricentro del progetto politico”.

Per Chiofalo e Lima “Messina merita una proposta di governo chiara e non ambigua, capace di fuggire tanto la via della sterile testimonianza quanto quella del trasformismo, che umilierebbe la città tradendo la forte richiesta di cambiamento che avvertiamo in città”.

Domani pomeriggio è previsto un incontro provinciale e c’è da giurare che il passaggio sulla “sterile testimonianza” (vale a dire partecipare sapendo già di essere sconfitti in partenza, principio che alla fine della fiera consente sempre di avere come unica certezza quella di essere relegati al ruolo di semplici spettatori mentre chi ha vinto decide) scatenerà discussioni furibonde.

E alla luce degli scontri che ci sono stati dopo il risultato delle Politiche di febbraio, i più organizzati stanno già pensando di tenere pronta un’autoambulanza. Non si sa mai che dalle parole si dovesse passare ai fatti.