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#Sant’AgataMilitello. Quattordici denunce per truffa all’AGEA

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carabinieri_truffa_agea1_siciliansA conclusione di una complessa attività di indagine, i Carabinieri della Compagnia di Sant’Agata Militello hanno deferito in stato di libertà 14 persone per truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche ai danni dell’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura, l’AGEA, e falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico in concorso. L’attività investigativa svolta dalla stazione Carabinieri San Salvatore di Fitalia riguarda approfonditi accertamenti condotti su fondi agricoli e terreni destinati al pascolo, ubicati nel comprensorio fitalese. Dalle indagini è emerso che i soggetti, con analoghe modalità e con la complicità degli operatori dei Centri di Assistenza Agricola dislocati in diversi Comuni della Sicilia, tra cui Catania, Messina, Aci Castello, Novara di Sicilia, Rocca di Caprileone e Tortorici, dal 2003 al 2015 hanno richiesto ed illegittimamente ottenuto erogazioni pubbliche da parte dell’AGEA, per un valore complessivo di oltre 500.000 euro, dichiarando falsamente e all’insaputa dei legittimi proprietari di essere usuari dei terreni poiché ceduti o concessi in locazione per agricoltura o pastorizia, senza realmente esercitare le attività.

carabinieri_truffa_agea2_siciliansI soggetti, incuranti delle norme, hanno inserito addirittura tra le particelle dichiarate un fondo in Contrada Bufana che loro hanno registrato come terreno agricolo, mentre in realtà è un’area sottoposta a vincolo ambientale in precedenza adibita a discarica comunale, nella quale sono stati apposti i sigilli e che prossimamente deve essere bonificata. Una zona inserita dagli indagati come terreno agricolo, poi risultata essere un’area boschiva impervia e impraticabile. Diversi fondi sono stati illecitamente censiti come destinati al pascolo, pur essendo pieni di rovi, fitte vegetazioni e terreni scoscesi. I Carabinieri hanno documentato in maniera approfondita l’articolata e complessa rete di rapporti, all’interno dei quali i falsi allevatori trovavano la compiacenza dei funzionari pubblici, parti attive nelle attività, per realizzare il loro disegno criminoso finalizzato al mero arricchimento in totale disprezzo delle norme e dello Stato.