#Regione. Armao e Piscitello: “Crocetta porta la Sicilia alla Bancarotta”
Stamattina dalla sala stampa dell'Assemblea regionale siciliana Gaetano Armao e Rino Piscitello hanno attaccato il governo Crocetta su tutta la linea. Il loro movimento, Sicilia nazione, ha presentato due esposti presso la Commissione Europea. La tesi di fondo è che: “il governo Crocetta con una serie impressionante di scelte confusionarie ed approssimative, inerzie, assenza di riforme, attento solo alla legalità di facciata, sta portando la Sicilia alla bancarotta. Ma alla bancarotta preferenziale, nel senso che favorisce lo Stato in danno dei siciliani”.
Sicilia nazione insiste che: “questo processo è guidato, adesso, dall'Assessore Baccei, emissario del Governo nazionale, e grazie alla accondiscendenza di un governo regionale in perenne paralisi e crisi di legittimazione, divenuto un cavallo di Troia”.
Armao accusa Crocetta e il suo governo di aver ceduto “4 miliardi di potenziali entrate derivanti da contenziosi costituzionali alle quali Crocetta ha irragionevolmente rinunciato, e senza l'assenso dell'Ars, per soli 500 milioni di spazi finanziari.
Alla Sicilia sono state così sottratte circa 9 md tra risorse del Piano di azione e coesione (PAC riprogrammate nel 2012) e Fondo di sviluppo e coesione (FSC). Ridotte dallo Stato (da ultimo con la legge di stabilità 2015) o restituite dalla Regione senza colpo ferire (vedi l'ultimo esercizio provvisorio) o di quelle destinate al cofinanziamento dei fondi della programmazione UE si tratta di fonti finanziarie sottratte agli investimenti per il territorio”.
Armao e Piscitello, per questi motivi, hanno proposto due esposti all'Unione europea contro l'Italia e la Sicilia per violazione dei principi sulla portata addizionale e non sostitutiva dei fondi europei per la coesione.
“La bancarotta della Sicilia non solo porta soldi allo Stato, ma è funzionale al disegno accentratore del Governo nazionale, che già si legge a chiare lettere nella contro-riforma costituzionale all'esame delle Camere e che si concreterà nell'azzeramento delle autonomia speciali in contrasto non solo con i principi costituzionali, ma anche con quelli europei della coesione economico-sociale e territoriale”- concludono Piscitello e Armao.