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Protestano i lavoratori della Palumbo: promesse disattese

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La protesta dei lavoratori della Cantieri Navali Palumbo

Un tavolo istituzionale per risolvere i problemi della Cantieri Navali Palumbo. A chiederlo i segretari generali di Orsa Sicilia Mariano Massaro, FIM Cisl Nino Alibrandi e CUB Enzo Bertuccelli, che in tarda mattinata hanno incontrato Maria Adele Maio, Capo di Gabinetto della Prefettura di Messina.

“Trascorsi otto anni dalla concessione dell’attività cantieristica all’imprenditore napoletano Antonio Palumbo (coinvolto con il figlio, alcuni dipendenti e tre società in un processo per danni ambientali, ndr) i livelli di produzione sono ridotti ai minimi termini -spiegano i dirigenti sindacali.

Il cantiere vivacchia con piccole riparazione saltuarie ed è distante anni luce dal mantenere gli impegni presi in fase di gara di appalto: assunzioni di personale, investimenti nel cantiere, incrementi dei livelli di produzione”.

Dito puntato anche contro l’Autorità Portuale di Messina e le altre istituzioni locali, che “fino ad oggi non sono riuscite a tutelare gli interessi della città, pretendendo dall’impresa Palumbo il rispetto del capitolato d’appalto.

Il cantiere sembra morente, i fasti produttivi che permettevano al cantiere di occupare oltre mille lavoratori sono relegati ai ricordi, un cantiere con le potenzialità dimostrate nel tempo da quello messinese dovrebbe fare impallidire la concorrenze invece stenta a procacciare produzione in una città che vive di mare e navi”.

Preso atto delle rivendicazione di sindacati e lavoratori, il Capo di Gabinetto Maio si è impegnata a sollecitare il prefetto Stefano Trotta per convocare le parti sociali, le istituzioni e l’impresa Palumbo.

“L’azienda –incalza Nino Alibrandi – da mesi non risponde alle richieste di incontro delle segreterie provinciali dei sindacati presenti in azienda. Non c’è alcun confronto utile a capire se siano state pianificate strategie o un piano industriale che possano rilanciare il settore della cantieristica navale. Si naviga a vista, con le piccole riparazioni di imbarcazioni che non fanno intravedere la volontà di crescita del settore della cantieristica navale all’interno della zona falcata”.

A preoccupare la Fim Cisl è soprattutto la mancanza di serene relazioni sindacali con la proprietà. “La difficoltà del momento che sta attraversando il settore della cantieristica – spiega Alibrandi – è legata alla costruzione di nuove imbarcazioni. I Cantieri Palumbo potrebbero giocare un ruolo da protagonista nel Mediterraneo perché specializzati nella riparazione e manutenzione delle imbarcazioni che girano attorno allo stretto di Messina. Un mercato che permetterebbe non solo il consolidamento dei livelli occupazionali attuali, ma anche la possibilità di creare nuova occupazione, come da impegni che la stessa Palumbo aveva assunto quando gli furono consegnate le aree della zona falcata. La paura – conclude Alibrandi – è quella che anche Palumbo, come Rodriquez, abbia varanto un lento piano di dismissione del cantiere messinese come ha fatto Colaninno con la Rodriquez. Ciò porterebbe alla definitiva scomparsa della cantieristica navale a Messina”.