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Pronto il nuovo Piano di rientro: tutti i numeri del Comune

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Centocinque milioni di debiti accertati, 600 di debiti latenti ed entrate per 320 milioni di euro. Euro più, euro meno, sono le cifre di Palazzo Zanca contenute nel nuovo Piano di rientro varato dall’amministrazione Accorinti che questa sera sarà consegnato al Collegio dei Revisori dei Conti e alla presidente del Consiglio comunale Emilia Barrile.

“Non ci siamo ridotti all’ultimo momento -spiega il segretario generale del Comune di Messina Antonio Le Donne. Anzi, negli ultimi mesi non abbiamo fatto altro. Abbiamo lavorato in profondità, scendendo ben oltre la superficie. Solo che sembrava di avere a che fare con delle matrioske: ogni volta che trovavamo qualcosa ci rimandava ad altre cifre, molte delle quali tenute ben nascoste nei cassetti.

Ecco perché ho suggerito la bocciatura del Piano di rientro presentato dall’ex commissario Croce usufruendo dei 90 giorni concessi dal comma 573 della Finanziaria 2014: in questo modo avremmo avuto più tempo non tanto per la quantificazione dei debiti quanto, ed è molto più importante, per verificare le entrate sulle quali poter contare. Hanno preferito dare un’accelerata ma va bene lo stesso, perché entrambe le strade sono comunque valide”.

Il Piano di Croce risultò inaccettabile visto che poggiava su una stampella inesistente, il presunto credito di 145 milioni di euro per 10 anni del Comune nei confronti dell’Amam. Piano che ebbe il pare favorevole del Collegio dei Revisori dei Conti, ma non quello del Collegio di Difesa, che mise una pietra tombale sulla vicenda.

Tornando invece al documento messo a punto dall’amministrazione Accorinti e ai 600 milioni di debiti latenti, poiché l’esito delle cause è ancora da definire, come di solito si fa in questi casi si è tenuto conto del 25% della massa del contenzioso e nel nuovo Piano ne sono stati inseriti 150. Stesso discorso per le cause nelle quali è il Comune a dover essere risarcito. Si prevedono entrate per un centinaio di milioni, ne sono stati inseriti 25.

Nel calderone delle entrate è stata inserita anche una trentina di milioni di euro da ricavare dalla vendita del patrimonio immobiliare del Comune e la speranza è che nonostante la crisi si riesca nell’intento di dismettere cespiti immobiliari inutilizzati, con buona pace di chi pratica lo sport dell’occupazione tout court.

In questi mesi si è fatta un po’ di chiarezza anche sui debiti delle partecipate, MessinAmbiente e ATM in testa. Intorno ai 57 milioni quelli di quest’ultima, quindici quelli di MessinAmbiente presi in considerazione su un totale apparente di 60, visto che sono presenti molte voci dubbie.

Intanto domani pomeriggio il nuovo Piano sarà presentato in Consiglio Comunale. Se l’Aula darà il via libera il documento sarà inviato al ministero dell’Interno, che lo esaminerà per 30 giorni e poi indicherà eventuali correzioni. Se invece sarà bocciato, allora si tornerà all’ipotesi proposta da Le Donne in prima battuta e con il tempo concesso si lavorerà al miglioramento del nuovo Piano di rientro.

In questo caso, sarà invece utilizzato il nuovo Piano della Giunta Accorinti, che nel caso in cui dovesse avere il niet del Consiglio comunale dovrà passare anche la vaglio della Corte dei Conti.