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#Ponte&Libertà. Lezioni di fisica: i nopontisti sarebbero bocciati già alle elementari

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La fisica newtoniana che si insegna già dalle elementari afferma, senza tema di smentita alcuna, che la velocità media è uguale allo spazio percorso (espresso in metri o in chilometri) diviso il tempo impiegato per percorrerlo. Se, per esempio, tra Messina a Milazzo non avessero realizzato il traforo dei Peloritani, i 40 chilometri che oggi percorriamo in treno in 15 minuti e in auto in al massimo mezz’ora (lavori autostradali permettendo, ovviamente) ai tempi delle Quattro Strade si percorrevano in oltre un’ora.

Analogamente, la tratta che va da Messina a Scilla, che oggi si percorre in treno sul ferryboat in 2 ore o sui traghetti di seconda mano dismessi dallo stretto dell’Oresund che separa la Svezia dalla Danimarca in più di un’ora, con il ponte tra la Sicilia e la Calabria (che unirebbe 5 milioni di isolani a 55 milioni di italiani) il tempo di percorrenza sarebbe di appena 9 minuti, ma inquinando l’80% in meno di quanti facciano oggi aerei e navi. Ma questo ve lo spiegheremo in un altro articolo.

Giacomo Guglielmo

Siciliano a tutto tondo, cittadino del mondo, ingegnere laureato al Politecnico di Milano, docente, esperto di trasporti e fondi SIE, attualmente in forze al MIUR per il monitoraggio dei fondi UE per la ricerca, pescatore con rizza trimagghi e adesso anche aspirante giornalista. Sostenitore del ponte sullo Stretto, non a caso è stato studente di Giorgio Diana, il suo motto ora e per sempre (o almeno fino a quando non lo costruiranno) è: ponte e libertà.