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Politica. I chilometri in più dell’ATM nell’era Accorinti pagati dai messinesi

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MESSINA. Quanto costeranno ai messinesi i chilometri in più percorsi dall’ATM nell’era Accorinti senza l’autorizzazione della Regione Sicilia? A occhio e croce poco più di 8 milioni di euro. I dati sono nero su bianco in una slide dell’assessore ai Trasporti e vicesindaco Gaetano Cacciola, nella quale magnifica un incremento della produttività su strada del 110% tra il 2013 e il 2017. Quello che però la slide non dice è che a pagare i chilometri non autorizzati da Palermo saranno i cittadini di Messina, che sconteranno sulla propria pelle il mancato rispetto di regole ben chiare che sono valide da oltre 10 anni. Nel 2005, infatti, l’assessorato regionale ai Trasporti determinò il tetto di chilometri che le aziende che gestivano il trasporto pubblico locale avrebbero dovuto effettuare.

Per Messina fu di 6 milioni e mezzo di chilometri l’anno. In seguito ci furono tagli per tutte le città della Sicilia e dal 2012 il limite per il capoluogo peloritano fu di 2.700.000 chilometri. Limite che fu rispettato nel 2013 ( 2.090.038 km) e nel 2014 (2.558.012 km), ma non nel 2015 (3.031.071 km), nel 2016 (3.813.830 km) e nel 2017 (4.390.522). Impossibile contraddire l’esecutivo di Palazzo Zanca quando dice che oggi ci sono più bus in circolazione (60, con altri 20 fermi e a disposizione in caso di necessità) ma il pensiero va a quegli autobus vuoti che si vedevano girare soprattutto la sera e di notte, i cui costi graveranno inevitabilmente sulle spalle dei messinesi visto che la Finanziaria regionale non prevede nulla oltre i 2 milioni 700.000 chilometri fissati dai parametri del 2012. Tutto il resto (intorno al 1.200.00 euro per il 2015, 3 milioni nel 2016 e 4 milioni nel 2017) dovrà uscire dalle esauste casse di Palazzo Zanca. Una delle tante bucce di banana sulle quali è scivolata l’amministrazione Accorinti, che di questo e di altro dovrà rendere conto il 10 giugno prossimo.

 

 

Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.