Politica. Carlo Taormina a Sciacca: “Pensi al processo penale a suo carico per falsa testimonianza e calunnia”

MESSINA. “Il candidato a sindaco Gaetano Sciacca dovrebbe anzitutto pensare al processo penale a suo carico per falsa testimonianza e calunnia tuttora pendente in seguito alla denunzia presentata dall'onorevole Cateno De Luca, perché con una condanna non inferiore a due anni scatterebbe la sua decadenza in caso di improbabile elezione, a parte altre questioni pure indicate in denunzia relativamente alla sua attività di dirigente della Regione Siciliana”. A dirlo l'avvocato Carlo Taormina, in merito alle accuse di Sciacca a De Luca dei scorsi giorni. “Quanto alla sentenza pronunciata dal Tribunale di Messina nei confronti dell'onorevole De Luca e dallo stesso immediatamente appellata, va precisato che in ogni caso non esiste situazione per la quale possa darsi decadenza dalla carica di sindaco perché nella peggiore delle ipotesi tutti i fatti contestati sono prescritti.
In secondo luogo,non corrisponde a verità sul piano giuridico e su quello della motivazione della sentenza che siano state accertate responsabilità di De Luca. La sentenza stessa, invero, prende atto che, se non fosse scattata la prescrizione, avrebbe dovuto assolvere il deputato, cosa che non sarebbe stato possibile fare essendovi prova di innocenza ma non prova evidente di innocenza. Sciacca,poi,dovrebbe sapere che la applicazione della prescrizione non può mai significare accertamenti di responsabilità, giacché il suo intervento impedisce la acquisizione di qualsiasi prova.
Al di là di tali puntualizzazione, va sottolineato che la sentenza del Tribunale di Messina ha attribuito a merito dell'ex sindaco di Fiumedinisi di avere, con il contratto di Quartiere, effettuato una azione politica di grande momento nella logica di sottrazione della cittadina al degrado ambientale in cui era caduta per le malefatte delle precedenti amministrazioni.
Quanto ai pretesi comportamenti vessatori cui si riferisce Sciacca e dei quali si sarebbe reso protagonista De Luca in relazione alla realizzazione del Contratto di Quartiere, tutti comunque prescritti pure in presenza dell'appello della Procura di Messina, deve essere evidenziato che essi sono stati espressamente smentiti dalla sentenza di assoluzione perché, accertato in fatto che era stato proposto a due cittadini di accedere alla cessione volontaria di loro immobili in luogo della espropriazione per pubblica utilità ciò non solo era previsto dalla legge, ma era accaduto quando la procedura di espropriazione di quei terreni era già in corso. Per questa ragione, proprio per quello che afferma la sentenza, DeLuca ha interposto appello.
Mentre il mio assistito assicura a Sciacca che si adopererà nelle forme di legge affinché l'autorità giudiziaria provveda alla sua incriminazione per falsa testimonianza e calunnia e mentre provvederà a sporgere querela per le false dichiarazioni contenute nel comunicato cui qui si risponde, è il caso che l'opinione pubblica sappia che a proposito delle difese spondali realizzate dall'onorevole De Luca a Fiumedinisi sottraendo il paese al ricatto delle alluvioni, in ordine alle quali Sciacca ha reso le dichiarazioni per le quali egli è sotto processo per falsa testimonianza e per calunnia, è stato assolto dal Tribunale di Messina perché il fatto non sussiste e sul punto la sentenza non è stata appellata dalla Procura”.