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Piano di Rientro: primi contatti tra Signorino e Corte dei Conti

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Informali, ma ci sono stati. Sono i contatti del vicesindaco Guido Signorino con la Corte dei Conti rispetto alla possibilità di utilizzare il Piano di Rientro presentato dall’ex commissario straordinario Luigi Croce (e sonoramente bocciato dalla magistratura contabile) per ottenere altro tempo per dimostare come uscire dalla secche del pre-dissesto.

Il comma 573 bis del nuovo decreto salva-Roma prevede che i Comuni cui la Conte dei Conti ha respinto il Piano di Rientro (e Messina rientra tra questi) abbiano altri 90 giorni per presentarne uno nuovo.

Possibilità questa, della quale l’amministrazione Accorinti intende avvalersi. “Anche se -spiega il segretario generale Antonio Le Donne- noi siamo pronti e non avremmo avuto alcun problema a presentare il 17 marzo, come previsto fino a pochi giorni fa, il Piano alla presidente del Consiglio comunale Barrile”.

Piano di Rientro che poi avrebbe avuto bisogno dell’approvazione dell’Aula entro il 29 marzo. Date queste ormai archiviate, anche se l’amministrazione Accorinti ha comunque intenzione di confrontarsi con la presidente Barrile e con il presidente della Commissione Bilancio Franco Mondello già lunedì prossimo alle 9.30.

A meno che, ovviamente, non arrivi la chiamata dalla Corte dei Conti per un incontro ufficiale con il vicesindaco Signorino, a causa della quale sarebbe giocoforza dover rinviare il confronto con la Barrile e Mondello.

Intanto l’esecutivo Accorinti ha incassato anche dalla dirigente dell’ANCI Ivana Rasi l’approvazione per il lavoro svolto. La Rasi, che due giorni fa è stata a Palazzo Zanca, ha apprezzato il percorso attivato per evitare la dichiarazione di dissesto e ha preannunciato che quello dell’amministrazione Accorinti sarà un buon Piano di Riequilibrio.

Apprezzamento che nei giorni scorsi è arrivato anche da Giancarlo Verde, il dirigente del ministero dell’Interno che segue i Comuni in condizioni economiche precarie, che via mail ha messo nero su bianco al segretario generale Le Donne che l’iter avviato è esattamente quello che ci vuole per evitare il default.