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#Patti. Fallimento Ceramiche Caleca, rinviati a giudizio in quattro

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Guardia di Finanza PattiIl Giudice dell’Udienza Preliminare del Tribunale di Patti, su richiesta del Procuratore Capo della Repubblica Rosa Raffa, ha rinviato a giudizio all’8 luglio per bancarotta fraudolenta per distrazione e bancarotta societaria gli imprenditori Gaetano Caleca e la moglie Rossana Giacalone, insieme a Rolando Bencini e Maria Giuseppa Scarpulla.

La vicenda è relativa al fallimento della nota azienda di ceramiche Caleca Italia, attualmente denominata Ceramiche del Tirreno.

“In passato -spiegano dal Comando della Guardia di Finanza- le Fiamme Gialle della Tenenza di Patti, al termine di articolate indagini, coordinate e dirette dal Procuratore Capo della Repubblica Rosa Raffa e su disposizione del Giudice per le Indagini Preliminari Eugenio Aliquò, avevano notificato due ordinanze di misure cautelari personali interdittive per bancarotta fraudolenta per distrazione e per bancarotta societaria, nei confronti di Caleca e della Giacalone.

La complessa attività condotta dai militari dipendenti dal Comando Provinciale di Messina avrebbe dimostrato che i due indagati, in concorso tra loro (la Giacalone in qualità di amministratore unico e il Caleca quale amministratore di fatto della Ceramiche del Tirreno), avrebbero distratto risorse dal patrimonio societario cedendo a prezzo non congruo il ramo d’azienda e attraverso la falsificazione dei bilanci societari avrebbero anche occultato il reale stato patrimoniale e finanziario della società da loro gestita. In tal modo si sarebbe verificato il dissesto dell’azienda, ritardando la dichiarazione di fallimento.

La falsa rappresentazione della situazione contabile della società avrebbe consentito nel corso degli anni di nascondere le effettive perdite di esercizio, con evidente danno per i creditori ai quali si mostrava una situazione economico-finanziaria molto più florida di quella reale. In conseguenza di tali azioni, alla data del fallimento, la società versava ormai in una gravissima situazione di dissesto, che ha comportato perdite reali per oltre 6 milioni di euro“.

Il provvedimento cautelare adottato nei confronti di Giacalone e della moglie prevedeva per il periodo di un anno il divieto di esercitare in qualsiasi forma, anche indiretta, imprese o uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese, cioè la carica di amministratore, liquidatore o sindaco. Un avviso di garanzia era stato inviato anche  a Rolando Bencini e a Maria Giuseppa Scarpulla, che a vario titolo hanno concorso con i Caleca a determinare il dissesto e a distrarre beni dalla società dichiarata fallita.

Elio Granlombardo

Ama visceralmente la Sicilia e non si rassegna alla politica calata dall’alto. La “sua” politica è quella con la “P” maiuscola e non permette a nessuno di dimenticarlo. Per Sicilians segue l'agorà messinese, ma di tanto in tanto si spinge fino a Palermo per seguire le vicende regionali di un settore sempre più incomprensibile e ripiegato su se stesso. Non sopporta di essere fotografato e, neanche a dirlo, il suo libro preferito è “Conversazione in Sicilia” di Elio Vittorini.