#Palermo. Si è appropriato di 15 milioni dell’azienda, arrestato imprenditore
Era il re delle giocate di Palermo, titolare di vari centri di raccolta scommesse nel capoluogo e in altre località siciliane. Ma, tra il 2007 e il 2012, si sarebbe indebitamente appropriato di quasi 15 milioni e 700 mila euro, somma corrispondente al monte scommesse ippiche e sportive effettuate presso le sue agenzie.
E così nella serata di ieri, 15 maggio, il nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Palermo ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal giudice per le indagini preliminari Giovanni Francolini, su proposta del dipartimento Criminalità economica coordinato dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca, nei confronti del 38enne Elio Lupo.
Il noto imprenditore è accusato di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale aggravata, in relazione al fallimento della società a lui riconducibile Agenzia Ippica del Centro. Inoltre, è stato denunciato anche per omessa e infedele dichiarazione dei redditi, per gli anni dal 2007 al 2011.
L'uomo, secondo gli inquirenti, si faceva consegnare periodicamente dai propri collaboratori ingenti somme in contanti, dal 2007 circa 15 milioni di euro, raccolte dalle giocate dei clienti, avrebbe condotto la società all'insolvenza e, quindi, al fallimento accumulando fraudolentemente debiti di rilevantissima entità, anche nei confronti dell'Erario per contributi previdenziali e imposte non versate, e lasciando, quindi, insoluti debiti complessivi per oltre 37 milioni e 400 mila euro.
“L'Agenzia Ippica del Centro – spiegano dal Comando Provinciale di Palermo della Guardia di Finanza – era stata già stata, tra il 2011 e il 2012, sottoposta a verifica fiscale, a causa della quale, Lupo, avendo ormai compreso di aver catalizzato su di sé l'attenzione degli organi investigativi, anche in vista del prevedibile dissesto finanziario della società, ha cercato di sottrarsi ad ogni responsabilità, spogliandosi delle vesti di amministratore della stessa e facendo assumere, nel gennaio del 2012, la relativa carica di rappresentante legale ad un prestanome a lui riconducibile“.
Il presunto prestanome ha continuato a rivestire formalmente la carica di amministratore fino all'aprile 2013, data del fallimento, sebbene la società, secondo gli inquirenti, continuasse ad essere di fatto gestita da Lupo. Sulla base delle indagini condotte dalle Fiamme Gialle, sono stati segnalati alla Procura della Repubblica altri due soggetti, formali amministratori della società di raccolta scommesse in diversi periodi, per il concorso nel reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale.
I tre indagati sono stati, infine, segnalati dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria alla Procura Regionale della Corte dei Conti, in relazione al danno erariale arrecato alle casse dell'Amministrazione dei Monopoli di Stato, per l'omesso versamento dei 15,7 milioni di euro di scommesse raccolte.