#Palermo. Arrestato il presidente della Camera di commercio Roberto Helg

Nella sua qualità di vice presidente della Gesap, società che gestisce l'aeroporto di Palermo, ha chiesto 100 mila euro a un imprenditore del settore della ristorazione per ottenere la proroga di tre anni del contratto d'affitto dei locali all'interno dello scalo Falcone e Borsellino.
I Carabinieri, però, avvertiti dal commerciante hanno registrato gli incontri e lo hanno arrestato in flagranza con un assegno da 30 mila euro in mano.
Intanto a Palermo non tardano le reazioni e così: il sindaco Leoluca Orlando in una nota ha espresso “appezzamento per l'operato delle forze dell'ordine e della magistratura, per questo ennesimo contributo all'affermazione della legalità nella nostra città”. Il sindaco Orlando ha dato mandato all'avvocatura comunale per la costituzione di parte civile, “ove ciò dovesse essere processualmente possibile, contro Helg” – conclude Orlando.
Il Movimento 5 Stelle su Helg chiede la “rimozione immediata dagli incarichi e indagini tempestiva per accertare eventuali complicità nella gestione del meccanismo corruttivo. Il Movimento 5 Stelle all'ars reagisce con forza all'arresto di Helg, che secondo quanto riportato dalla stampa avrebbe intascato una maxi tangente per oliare una pratica. La notizia – dicono i deputati 5 Stelle – non ci coglie per nulla di sorpresa. Che tantissimi personaggi, anche importanti, della pubblica amministrazione siano corrotti è un fatto risaputo. Siamo certi che i casi che vengono fuori non rappresentano nemmeno la punta dell'iceberg del fenomeno. Non per nulla abbiamo dato vita ad un sito anticorruzione che sta dando risultati anche migliori del previsto. Le segnalazioni sono tantissime e molto interessanti. Le stiamo vagliando” – concludono i deputati regionali del Movimento.
Mentre per Mimmo Cosentino, segretario regionale del Partito della rifondazione comunista, ” l'arresto di Helg per estorsione, conferma il nostro giudizio negativo sull'autoproclamata moralità dell'imprenditoria isolana, smentisce ancora una volta la natura legalitaria di gran parte delle figure legate a Confindustria Sicilia e la loro appartenenza dichiarata all'antimafia della trasparenza. Una volta per tutte, personaggi significativi delle istituzioni, compresi alcuni settori della magistratura, farebbero bene a prenderne atto”.