Omicidio Loris, nascono gruppi facebook per difendere Veronica
“Se anche tu ritieni che Veronica è innocente… vieni qui, parliamone”. E' la descrizione di uno dei gruppi facebook (ne abbiamo contati non meno di 7) creati per sostenere l'innocenza di Veronica Panarello, in carcere con l'accusa di avere ucciso il figlio Loris a Santa Croce Camerina, in provincia di Ragusa, il 29 novembre scorso.
Il gruppo “Veronica non sei sola” è nato il 13 dicembre scorso e ha già raccolto quasi 400 “mi piace”. Tra gli iscritti anche il padre di Veronica, Francesco Panarello, e la cognata Antonella Stival.
“Grazie infinite a tutti e a tutte le persone che sostengono la mia principessa Veronica (Very) e anche a me -ha scritto in un post Francesco Panarello. Dio ci aiuti e ci assista sempre ogni minuto e non vedo l'ora di riabbracciare la mia Very. Non ho parole come ringraziarvi, siete fantastici, Dio vi benedica tutti”.
In molti dubitano del fatto che Veronica Panarello posa avere ucciso il proprio figlio di 8 anni e ieri l'esame del DNA recuperato sotto le unghie del bimbo dà una spallata non da poco alla tesi accusatoria della Procura di Ragusa, visto che le tracce non appartengono alla madre della vittima. “L'esame del Dna sulle unghie del piccolo Loris non ha prodotto riscontri rilevanti” ha ammesso ieri il procuratore Capo Carmelo Petralia, ma per il momento gli inquirenti non sembrano disposti a seguire altre piste.
Intanto il gruppo ha scritto e inviato all'avvocato Francesco Villardita, il legale della Panarello, una lettera per la donna, attualmente in carcere ad Agrigento, per chiedergli di trasmettergliela.
“Carissima Veronica, come ben saprai la tragedia che ha segnato la tua famiglia, ha colpito profondamente tutta l'opinione pubblica e sono nate molte pagine anche sui social network.
Io faccio parte di una di queste pagine, su Facebook, dal nome “ Veronica Panarello è innocente” e in rappresentanza di tutti i followers, sono oggi qui a scriverti queste due righe per farti sentire in qualche modo la nostra vicinanza. Ieri anche tuo papà, ha deciso di aderire alla pagina e anche lui è uno dei tuoi più grandi sostenitori.
L'attacco mediatico che hai ricevuto, ha sicuramente influenzato l'evolversi dei fatti, a cui è seguito anche l'abbandono della tua famiglia. Possiamo solo immaginare, quanto sia straziante, restare in quella stanza spoglia, mentre avresti dovuto essere accanto a tuo marito e tuo figlio per alleviare insieme il vostro dolore.
No, anzi, avresti dovuto essere felice a casa vostra, a organizzare i preparativi per Natale, ad addobbare l'albero con i tuoi bimbi, ma qualcuno ha deciso di strapparti dalle braccia, Loris, uno dei tuoi gioielli e qualcun altro ha deciso invece, di togliere la sua mamma, ad un piccolo a cui già era stato portato via un fratellino. Si fa fatica a credere nella giustizia, quando accadono queste cose e nessuno di noi riesce a farsi una ragione per quello che ancora stai passando.
Non abbatterti, lotta, fallo con tutta te stessa, non permettere a chi ti ha portato via Loris, di distruggerti. Cerca il perdono nel tuo cuore per tuo marito Davide, e comprendilo se ha dubitato di te. Da qui fuori è difficile non credere nella tua colpevolezza, ed è normale che ora è confuso, perché se dentro di lui, sa che non puoi essere stata tu, dall'altra parte tutti gli indizi che gli hanno mostrato, dicono il contrario.
Sì, certo, l'amore spesso si rende visibile nel dolore e ciò che ora voi provate, rivela quanto è stato profondo, totale, intimo e immenso il vostro amore per lui. Sappiamo che non è una consolazione questa, che forse queste parole non faranno altro che moltiplicare le lacrime che scendono dai tuoi grandi occhi scuri, ma non è evitando la realtà e negando quanto è successo che riuscirai a superarlo.
Ti scriviamo questa lettera nella ferma convinzione che la realtà può essere affrontata e credendo profondamente che consolazione e conforto si devono trovare laddove le nostre ferite ci fanno più male, anche se può far paura. Trova la forza dentro te stessa, e sappi che qui fuori siamo in tanti a sperare che venga fatta giustizia, per una madre e per un figlio che sono stati crudelmente separati due volte. Un forte abbraccio. “Per quanto sia lungo il temporale, il sole torna sempre a brillare fra le nuvole.” (Khalil Gibran) Con affetto da tutti/e noi”.