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Musica. Messina, il tango del Cuarteto Suerte Loca affascina il pubblico

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MESSINA. Il tango più autentico, quello della Epoca de oro. Ha riscosso uno straordinario successo l’evento di ieri al PalaCultura Antonello da Messina organizzato dall’associazione musicale Vincenzo Bellini, in collaborazione con l’associazione Puerto de Buenos Aires, nell’ambito della stagione concertistica 2017 – 2018 promossa dalla stessa Bellini e dall’Accademia Filarmonica. Grande partecipazione infatti al concerto del Cuarteto Suerte Loca che ha incantato i numerosi spettatori con suggestivi e trascinanti ritmi pensati per la danza secondo l’ispirazione che ha guidato i grandi compositori e delle orchestre di Buenos Aires degli anni Trenta e Quaranta.

La formazione costituita da Gabriella Artale (pianoforte), Javier Salnisky (bandoneòn), Fabio Acone (violino) e Andrea Colella (contrabbasso) ha condotto il pubblico in un affascinante viaggio a ritroso nel tempo, alla riscoperta del tango della tradizione. Sul palcoscenico dell’Auditorium del Palacultura, gli artisti hanno eseguito brani di Villoldo, Arolas, Cobiàn, Charlo, Maffia, Aieta, Laurenz, Bardi, Ariel, Ramirez, Cuccaro, Stamponi, Arolas, Baliotti, Troilo, Piana, Canaro, Maciel, Plaza, Rodriguez e le musiche più contemporanee di Astor Piazzolla.

Ad impreziosire la performance del Quarteto Suerte Loca, l’esibizione, molto apprezzata dal pubblico presente in sala, dei ballerini Sofia Victoria Mira, Mariano Navone, Sara Paoli e Fabio Santarelli.

Dopo il concerto, lo spettacolo è proseguito in un gremito foyer del PalAntonello con la milonga (Tdj Paolo Miraglia) curata dall’associazione Puerto de Buenos Aires. Grande soddisfazione, al termine della serata, è stata espressa dal presidente e direttore artistico dell’Associazione Vincenzo Bellini Giuseppe Ramires: «Nella tradizione della Bellini i concerti con la musica argentina e il tango hanno sempre trovato posto. L’importante è mantenere alto il livello artistico, e questo evento ha dimostrato ancora una volta che la formula funziona e che il pubblico, anche il più tradizionalista, alla fine gradisce molto. All’uscita dall’Auditorium ho visto tanti, ma veramente tanti sorrisi compiaciuti».