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Musica. Chuck Berry, artista trasgressivo che ha lottato contro il razzismo

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Il 18 marzo scorso è morto Chuck Berry, uno dei grandi pionieri della musica rock and roll. Nato a Saint Louis nel 1926, fin dalla giovane età dà prova del proprio carattere ribelle e lo arrestano per rapina a mano armata e il furto di un autoveicolo. Suona la chitarra però fin da piccolo e all’inizio degli anni ’50 si esibisce in diversi locali della propria città suonando musica blues e country. Fu Muddy Waters, uno dei più grandi bluesman mai esistiti, a notarlo e ad inserirlo nella casa discografica Chess Records, dove registrò il suo primo successo: Maybellene. Chitarra tagliente e sporca, assolo graffiante e trascinante, voce che si amalgama perfettamente al ritmo concitato degli strumenti con un testo immediato, semplice, vicino alle tematiche giovanili.

Con questa canzone Berry raggiungerà la posizione numero cinque della Billboard, diventando il primo afroamericano ad aver raggiunto la Top Ten con un singolo. Tra il 1955 e il 1958 escono tra i suoi singoli più importanti e famosi: Sweet Little Sixteen, School Days, Rock and Roll Music, Roll Over Beethoven, Carol e la magnifica Johnny B. Goode. La rivoluzione ha inizio.

I giovani incominciano a trovare e a plasmare una propria cultura di riferimento che dica di no alle vecchie imposizioni ideologiche. Si crede in una maggiore libertà dei costumi e di pensiero, si cercano nuove modalità di espressione e di comunicazione. Una di queste sarà sicuramente il rock, ampliamente pubblicizzato e diffuso dalla radio, che con la nascita della carismatica figura del disc jockey diverrà il principale medium di massa utilizzato dai giovani americani di quel periodo.
Nel 1959 Chuck Berry fu arrestato con l’accusa di aver avuto rapporti sessuali con una minorenne. Nel ’63 esce di prigione e si ritrova inserito in un contesto musicale già molto cambiato: gruppi come i Beatles e i Rolling Stones, fautori della cosiddetta british invasion, consideravano Berry un loro grande punto di riferimento ed incominciarono a inserire cover dei suoi brani nei loro album. Da questo momento in poi egli diviene una delle principali figure di un intero genere musicale, un mito irraggiungibile, un prezioso reperto archeologico per ogni studioso che voglia andare a sondare le origini di questo grande fenomeno musicale che è il rock.

Anche se durante la propria vita subì altri processi e sanzioni giudiziarie, sono innumerevoli i premi, le onorificenze (prime tra tutte quella del Kennedy Center Honors alla Casa Bianca nel 2000), le influenze che ha avuto per numerose band e artisti come Rolling Stones, John Lennon, AC/DC, Doors, Dire Straits e tante altre.

Chuck Berry è stato un artista, e insieme a lui altri come Little Richard, Bo Diddley, Sister Rosetta Tharpe, che ha contribuito all’invenzione e all’evoluzione di un genere musicale che da quel momento in poi cambierà per sempre il modo di sentire e percepire la musica. Ma è stato un musicista che ha saputo anche inserirsi, attraverso la trasgressione della sua musica e della sua persona, nel contesto della lotta contro il razzismo, riuscendo a creare una maggiore distensione nei rapporti tra bianchi e neri, che nei suoi concerti finivano per ritrovarsi insieme, uniti dalla musica.

Alessio Morello

Nato in Sicilia, adesso studente di cinema al DAMS di Roma. Divide le sue giornate fra introversione ed estroversione, vecchi film perduti, nuovi film sperduti, musica e lettura, il tutto rigorosamente mentre strimpella note discordanti alla chitarra. Si crede un esistenzialista con svariati dubbi universali in testa, che talvolta finisce per annegare nella baldoria di qualche pinta di troppo. Un pessimista pessimo. Vorrebbe differenziarsi e sfuggire dalla massa, ma forse è la massa che fugge da lui. Ponderato e istintivo al contempo, quando chiude gli occhi sogna fotogrammi in bianco e nero con un sottofondo rock 'n' roll.