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#Messina. Un PD in cerca d’autore, Area Riformista: “La pazienza è finita: adesso ripartiamo”

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Da sin. : Domenico Siracusano, Roberto Speranza, Maria Flavia Timbro, Peppe Grioli
Da sin. : Domenico Siracusano, Roberto Speranza, Maria Flavia Timbro, Peppe Grioli

Un PD in cerca d’autore. Ma anche un PD che gli autori per ripartire sembra averli già al proprio interno. Dopo le interviste all’area renziana e al gruppo dei LabDem, oggi tocca all’Area Riformista far luce sulla situazione del Partito Democratico in Sicilia e a Messina.

Tanti gli spunti forniti ai colleghi di partito, per una costola del PD che si è formata a Messina da pochi mesi e che appoggia Roberto Speranza, ex capogruppo dei democratici alla Camera dei Deputati.

Tanti i punti d’incontro tra Francesco Barbalace (LabDem), Francesco Palano Quero (renziani) e Peppe Grioli (riformisti).

“L’unica via per uscire da questo immobilismo che fa rima con il PD dalle Europee del 2014, è cooperare per la salvaguardia di un bene comune: il Partito Democratico -dichiara Grioli, ultimo segretario cittadino piddino, che non è tenero nei confronti dei suoi e del presidente Crocetta. A livello regionale il PD è nel caos.

Eravamo riusciti a superare una fase di scontro interno fino al momento in cui sono riemerse tutte le difficoltà riguardanti gli assessorati. In questi anni, si è parlato molto di più di dinamiche interne per far quadrare i numeri che di far politica -afferma ancora. Si guarda troppo a tatticismi e dinamiche interne, ma nel frattempo i dipendenti delle ex Province rischiano di restare in mezzo alla strada, i problemi delle discariche aumentano e inevitabilmente tutte le altre difficoltà si amplificano. Il mio giudizio, quindi, non può che essere negativo”.

Un PD bloccato da due anni. Due anni riempiti da scandali e malapolitica. “Già nel 2013 avevamo chiesto di azzerare tutto e ripartire. Ma il nostro segretario regionale Fausto Raciti non era d’accordo. Noi possiamo fare politica fuori dai circoli, ma il segretario provinciale, alla prossima assemblea, deve dirci che possiamo riunirci e ricostruire. È come potremmo mai andare avanti se il tesseramento manca da due anni?”.

Una crisi, quella del PD di Messina, amplificata anche dalle ultime consultazioni elettorali. “Non ho condiviso la scelta di Barcellona, in cui si è consegnato la città agli avversari politici -chiarisce l’esponente di Area Riformista. A Milazzo, invece, il Partito Democratico ne è uscito indenne. In un momento così delicato, in cui i risultati di Barcellona o Gela dovrebbero far capire in che stato è ridotto il partito, non mi piace sentire dire che noi alimentiamo gli scontri e lo dilaniamo. Dopo due anni, è arrivato il momento di ripartire: la pazienza è terminata”.

Reduce dall’iniziativa nazionale “Il PD che vogliamo” con la quale Roberto Speranza prova a riunificare l’arcipelago delle minoranze interne, Domenico Siracusano ci spiega la strategia che guida l’azione dei riformisti in provincia di Messina. “Senza un partito, senza circoli, senza iscritti abbiamo scelto di condurre la nostra battaglia per il rinnovamento a partire dai temi e dalle alleanze sociali”.

E ancora: “Stiamo costruendo ponti con tanti militanti delusi, proviamo a stare accanto al mondo della scuola rispetto a una riforma che ci ha visto fortemente critici e a tenere dentro una visione condivisa i corpi intermedi che il renzismo sta allontanando dal PD”.

Rispetto alle vicende del partito provinciale Siracusano fa eco a Grioli: “Siamo stati i primi a chiedere un congresso straordinario e quando sarà convocato lavoreremo per un campo largo orientato al cambiamento senza infingimenti e aperti al dialogo con chi vorrà percorrere con noi questa strada”.