Resta sempre aggiornato e seguici sui social, clicca "Mi Piace"

#Messina. Presunto concorso pilotato per l’ufficio stampa del Policlinico: rinviati a giudizio in 5

Letto 504 volte

Cinque rinvii a giudizio per un presunto concorso pilotato per l’assegnazione dell’ufficio stampa del Policlinico di Messina, che vide l’assegnazione dell’incarico all’allora pubblicista Valeria Arena a discapito del giornalista professionista Gianluca Rossellini, che lo aveva curato negli anni precedenti. A presentarsi in udienza il 19 luglio prossimo la giornalista della redazione palermitana de La Repubblica Alessandra Ziniti, l’addetta stampa dell’ISMETT Laura Oddo, la giornalista che vinse il bando del 2011 Valeria Arena, l’ex direttore generale del Policlinico di Messina Giuseppe Pecoraro e l’allora segretaria del concorso e oggi direttore delle Risorse Umane Giuseppa Sturniolo. Dopo anni di battaglie per ottenere il rispetto dei propri diritti il giornalista Gianluca Rossellini, che ha chiesto e ottenuto la costituzione di parte civile, ha visto oggi un primo riconoscimento alle proprie denunce.

Sul concorso da addetto stampa del Policlinico di Messina svolto nel 2011 gravarono da subito pesanti sospetti di irregolarità. A febbraio scorso il pubblico ministero Annalisa Arena aveva chiesto il rinvio a giudizio in merito al concorso vinto da Valeria Arena (all’epoca giornalista pubblicista con una pratica presentata da una tipografia di Reggio Calabria) e oggi il Giudice per l’Udienza Preliminare Maria Vermiglio ha accolto l’istanza. A denunciare le presunte irregolarità il giornalista professionista Gianluca Rossellini, che è parte offesa nel processo. Sempre sulla stessa vicenda, all’inizio del 2016  Rossellini ha presentato anche ricorso al TAR e in Cassazione. A difendere Rossellini l’avvocato Lillo Massimiliano Musso.

Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.