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Messina, omaggio ai maestri del jazz: in scena al Teatro Scoperto Giovanni Mazzarino e Flavio Boltro

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MESSINA. Il grande jazz al Teatro Scoperto in via Laudamo. L’appuntamento con Giovanni Mazzarino e Flavio Boltro è per domani, 31 luglio, alle 21. Per suonare il jazz devi viverlo, così almeno diceva Charlie Parker. Questa affermazione ben descrive lo spirito del duo formato da Giovanni Mazzarino e Flavio Boltro, una piena condivisione di una certa idea di jazz, quella che non riguarda soltanto le note, ma soprattutto il modo di suonarle: con sensibilità, passione e autenticità. La caratteristica di questo ensemble è il relax non solo musicale ma soprattutto umano di due amici immersi nel jazz fin dalla più tenera età e che tanta strada hanno percorso incrociando le proprie visioni musicali sui palcoscenici di tutta Europa, registrando insieme anche due album.

Mazzarino, pianista e compositore dal tocco elegante e ispirato, costantemente alla ricerca della nota efficace, attento alla melodia, al suono e alla cura del dettaglio e Boltro, artista brillante e versatile, dalla vena compositiva seducente che pone una raffinata tecnica trombettistica al servizio di un’invenzione musicale sempre fresca e accattivante, scelgono per questo progetto di dialogare attraverso una set list di loro composizioni originali e di qualche standard particolamente amato. Attingono così a nuova linfa trent’anni di amicizia e di musica concepita, suonata, vissuta insieme in tanti anni di collaborazione per riprendere, con l’alto tasso di creatività che la formula del duo garantisce, il filo di un discorso musicale che non si è mai interrotto. 

Giovanni Mazzarino

Giovanni Mazzarino suona e si occupa di Musica Jazz dal 1980. Ha collaborato e inciso con: Enzo Randisi, Gianni Basso, Enrico Rava, Paolo Fresu, Fabrizio Bosso, Franco Cerri, Enrico Intra, Massimo Urbani, Flavio Boltro, Francesco Cafiso, Javier Girotto, Mark Murphy, Steve Swallow, Tom Harrell, Randy Brecker, Steve Grossmann, Bob Mintzer, Lester Bowie, Jimmy Cobb, Adam Nussbaum, Kurt Rosenwinkel… e tanti altri ancora.

Nel 2002 si è classificato al 1° posto come “Miglior nuovo talento italiano” per il Referendum Top Jazz indetto dalla rivista specializzata Musica Jazz e nel 2009, dalla critica specializzata, è stato considerato tra i tre migliori pianisti italiani insieme a Stefano Bollani e Dado Moroni.

Ha inciso a suo nome 20 album e oltre 50 come sideman in qualità di arrangiatore e direttore musicale. Ha tenuto corsi, conferenze e “Master Classes” in tutto il mondo presso importanti Istituzioni (Conservatori, Università, Accademie delle Belle Arti, Istituti di Cultura Italiani).

Ultimo importante appuntamento della sua attività didattica nel novembre 2014 tenendo una Master Class di Armonia e Tecnica dell’Improvvisazione presso il prestigioso Berklee College of Music di Boston (USA). Si è esibito nei più importanti Festival italiani e stranieri suonando in diversi continenti, in luoghi prestigiosi e per le più importanti organizzazioni concertistiche quali la IUC di Roma, Umbria Jazz, Marciac Jazz Festival, il “Dubai Philips Jazz Festival” a Dubai, l’Euro Jazz Festival di Città del Messico, i Festival internazionali di Barquisimeto in Venezuela, Cali, Barranquilla, Medellin, Pasto, Bogotà e Cartegena in Colombia, il Festival Internazionale di Jakarta in Indonesia, il Festival Internazionale di Lima in Perù, l’Associazione Musicale Scarlatti di Napoli, la Casa del Jazz di Roma, la Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana di Palermo, il Jazz Center di Istanbul, il National Theatre e la National Portrait Gallery di Londra, l’Università di Brussels, nei più importanti Teatri lirici italiani e Jazz Club nel mondo quali il Duc Des Lombards e il Sunset di Parigi, il Fasching di Stoccolma, il Porgy & Bess di Vienna, il Blue Note di Milano, il Kitano Jazz Club a New York, oltre che per diversi Istituti Italiani di Cultura sparsi nel mondo.

È titolare della cattedra di Tecniche di Improvvisazione Musicale presso il Conservatorio “Arcangelo Corelli” di Messina.

Film – Piani Paralleli

Nel Maggio 2015 Giovanni Mazzarino, ha compiuto 50 anni di età e 30 di carriera. L’etichetta, Jazzy Records, ha voluto festeggiare questi traguardi con una produzione eccezionale: un disco live, registrato nel tempio del pianoforte – la Fazioli Concerto Hall di Sacile (PN). Mazzarino ha convocato straordinari compagni di viaggio, accuratamente scelti tra coloro che lo hanno affiancato nella sua già lunga carriera di pianista compositore: il grande contrabbassista e compositore statunitense Steve Swallow, il batterista Adam Nussbaum, che assieme Swallow e John Scofield diede vita a uno dei trio più celebri della storia del Jazz recente, il torinese Fabrizio Bosso, trombettista già insignito di numerosi riconoscimenti. Infine l’Accademia D’Archi Arrigoni, formata da musicisti del territorio circostante fra Friuli e Veneto Orientale diretti da Paolo Silvestri, compositore e versatile arrangiatore della Suite, anch’egli voluto da Mazzarino. Il film documenta la genesi di questo progetto attraverso lo sguardo acuto e colto e le straordinarie immagini di Gianni di Capua, regista che da tempo frequenta con la sua macchina da presa gli ambienti della musica contemporanea, raccontandoli con grande classe, passione e rigore di musicologo. Piani Paralleli racconta le prove dell’orchestra, l’approccio dei musicisti con la scrittura e la forte personalità di Mazzarino, i silenzi di Steve Swallow, l’energia di Adam Nussbaum, la classe di Fabrizio Bosso; le discussioni, l’amicizia, le paure, la consapevolezza di un momento unico e straordinario, la trasformazione delle partiture in materia sonora viva e vibrante, fino al concerto finale a porte chiuse, il tutto ripreso circolarmente con tre telecamera disposte intorno ai musicisti nel buio ovattato denso di creatività della Concert Hall. Nello scenario del Friuli più operoso, il pensiero musicale di Mazzarino, l’arte del suono di Fazioli e dei suoi pianoforti e l’arte della registrazione del Sound Engeneer Stefano Amerio, i suoni percepiti ideali dal pensiero di ognuno, convergendo da piani paralleli personali, si fondono con l’incanto, l’ascolto intimo e condiviso, dell’arte del suono.

Flavio Boltro

È nato a Torino in Italia il 05/05/1961. Il padre é trombettista e appassionato di jazz mentre la madre é maestra. Immerso nel jazz fin dalla più tenera età, a nove anni inizia a suonare la tromba, seguito dal padre,a tredici anni si iscrive al conservatorio nazionale G. Verdi a Torino, dove studia con Carlo Arfinengo ( prima tromba dell’orchestra sinfonica di Torino) il quale lo seguirà per prepararlo all’esame di ammissione al conservatorio che frequenterà per sette anni.

Periodo Italiano

All’età di venticinque anni entra a far parte di una formazione, nota come Lingomania, con Maurizio Giammarco al sax, Umberto Fiorentino alla chitarra, Roberto Gatto alla batteria e Furio Di Castri al basso, che si aggiudicherà per due volte consecutive il premio per il miglior disco e miglior gruppi dell’anno. Più o meno nello stesso periodo risale la collaborazione con Steve Grssman, con il quale si esibisce in club e festival internazionali in quintetto con Cedar Walton, Billy Higgins e David Williams alla sezione ritmica, ma anche con Clifford Giordan e Jimmy Coob.

Altra determinante e originale formazione per il suo percorso musicale é il trio con Manhu Roche e Furio Di Castri, poi in seguito trasformatosi in quartetto con Joe Lovano.

Nel 1988 si esibisce al festival di Ivrea e al Jazz Club Capolinea di Milano con il grande Freddie Hubbard, quintetto a due trombe. Nel 1984 viene eletto” miglior talento” dell’anno dalla rivista Musica Jazz e l’anno successivo miglior musicista dell’anno.

Periodo Francese

Nei primi anni novanta, forma un quartetto con Antonio Faró al piano, Manhu Roche alla batteria e Paolino Dalla Porta al basso e si esibisce al Festival di Calvi in Corsica, dove viene notato dal compositore e arrangiatore Laurent Cugny. Nel 1993 Cugny sceglie Boltro e Dibattista come solisti dell’O.N.J, Orchestra Nazionale di Jazz di Parigi. Dopo questa esperienza durata tre anni, entrerà nel sestetto di Michel Petrucciani e ne farà parte fino al 1999, l’anno della morte del mitico Petrucciani.

Nel 1997 con Stefano Di Battista formano un quintetto con Eric Legnini al piano, Benjamin Henocq alla batteria e Rosario Bonaccorso al basso. Nel 2000 inizia una collaborazione nel quintetto di Michel Portal, e resterà fino al 2005. Nel 2003, Flavio Boltro forma un quartetto con Eric Legnini, Remi Vignolo e Franck Aghulon. Registra l’album 40 gradi per Blue Note Record.

Nel 2003, partecipa al trio AIR Con Giovanni Mirabassi al piano e Glenn Ferris al trombone. L’album AIR importa il premio come miglior disco internazionale dell’anno. Nel 2007 il cantante popolare italiano Gino Paoli realizza un sogno: fotmare un gruppo con musicisti di jazz e nasce un quintetto con Flavio Boltro, Roberto Gatto, Danilo Rea e Rosario Bonaccorso e Paolinalla voce. Il gruppi registra due album Milleston per Blue Note e nel 2007 un incontro in jazz, etichetta Parco Della Musica. Nel 2011 l’etichetta ACT Music propone a Flavio Boltro di registrare grandi arie d’opera italiana in duo con il pianista Danilo Rea, avendo entrambi una solida preparazione classica. L’album verrà registrato in un giorno (registrazione live) a Shloss Elmau. Il duo si produce oggi nei teatri europei e in Asia (Giappone, Cina e Corea del Sud).

Alla ricerca dello spirito degli straordinari anni 1960, omaggiando il trombettista Lee Morgan, Boltro monta un nuovo quintetto nel 2012: Joyful, un quintetto All Star, composto da Rosario Giuliani al sax, Pietro Lussu al piano, Andrè Ceccarelli alla batteria e Darryl Hall al basso. Ospite alla voce Alex Ligertwood cantante di Carlos Santana negli anni 1970.