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Messina – Marina di Ragusa, come toccare nuovamente il fondo

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Dopo due anni e mezzo di nulla cosmico, il Messina è ancora una volta fermo lì, al punto di partenza, come nell’estate del 2017. Da quando la famiglia Sciotto ha deciso di prendere per mano le sorti del calcio cittadino, abbiamo vissuto ben tre “rilanci”, tutti mandati a quel paese, senza paura di essere smentiti. Con l’ennesima figuraccia mostrata ieri al San Filippo, i peloritani sono stati umiliati nel risultato (e non solo) dal modestissimo Marina di Ragusa, che pur non godendo di un bagaglio tecnico importante per evitare i play out, è riuscito a strappare meritatamente i tre punti.

Karel Zeman (© ACR Messina – Giovanni Isolino)

La squadra mandata in campo da Zeman è stata un vero e proprio disastro: gli elementi a disposizione del tecnico certamente non aiutano, anche perché molti hanno deluso e continuano a deludere, vedi Sampietro, obiettivamente inguardabile da quando è approdato in riva allo Stretto, e solo un acciacco di Cristiani può giustificare queste preferenze a centrocampo. Non vogliamo sostituirci a nessuno, ma è evidente come questo 4-3-3 di marca zemaniana non stia dando i frutti sperati, perché i calciatori della rosa, con molta probabilità, non sono adatti a questo sistema di gioco. Abbiamo già analizzato il disastro Sampietro, certamente non l’unico colpevole di questa ennesima disfatta targata Sciotto & friends, ma ad oggi è il simbolo (sul campo) dell’ennesimo campionato mediocre che i tifosi del Messina sono stati costretti ad assistere. Sì, ci sono ancora molte partite, ma dopo aver visto prestazioni come quelle contro San Tommaso e Marina di Ragusa (un gol fatto a stento, uno subito e soli tre punti in saccoccia) non ce la sentiamo più di fare previsioni, smentendo quanto scritto appena due settimane fa: non vogliamo passare per pessimisti, semplicemente non bisognava essere ottimisti per imporre sei punti in queste due partite casalinghe.

Se sul campo abbiamo assistito ancora una volta a uno spettacolo vergognoso, non possiamo certo mettere in secondo piano la gestione di queste ultime settimane da parte della società, abbandonata da parte dei tifosi, contestata duramente da chi ha deciso di frequentare ancora i gradoni del San Filippo. Non entreremo nel merito della questione led, non ci interessa nulla. E’ lampante invece come le scelte imposte dalla famiglia Sciotto siano state nuovamente sbagliate, le loro colpe sono evidenti e non saranno dichiarazioni da eroi o certe sbraitate in tribuna a farci cambiare idea. Devastante ancora una volta il gap con le prime della classe, una squadra che vuole vincere il campionato o arrivare in griglia play off (obiettivo ridimensionato dopo le primissime partite) non può certamente permettersi deliri nell’arco della stagione o scenate come quelle viste (e sentite soprattutto) nella pancia del San Filippo dopo la disfatta contro il Football Club. Si è provato a creare nuovamente un legame tra tifoseria e società quest’anno, per la terza volta la fiducia era stata rinnovata, ma ci sono volute poche settimane per ritornare ai tempi nefasti delle gestioni Venuto/Modica e Infantino/Biagioni.

© ACR Messina – Giovanni Isolino

E’ tardi probabilmente anche per salvare la faccia: sette punti dalla zona play off non sono tanti, ma ci sono troppe squadre davanti da scavalcare, e se fatichi con San Tommaso e addirittura perdi contro il Marina di Ragusa, in casa, come puoi anche sperare di rialzare la china? Paradossalmente, il Messina è ultimamente più “apprezzabile” fuori casa che tra le mura amiche del San Filippo: per una squadra con grossi deficit non solo tecnici, ma soprattutto mentali, è un dettaglio che non ce la sentiamo di ignorare.

Giuseppe Marino

Laureato in Giornalismo all'Università degli studi di Messina. Si occupa a tutto campo della sezione sportiva di Sicilians, con un occhio di riguardo verso il calcio nostrano. Vi racconterà di tutto e di più sull'ACR Messina e sul panorama sportivo regionale.