Resta sempre aggiornato e seguici sui social, clicca "Mi Piace"

#Messina. L’ATM allo sbando, da destra a sinistra chiedono la testa di Foti e Cacciola

Letto 500 volte

Un tabellone dell'ATM, simbolo di un'azienda allo sfascio
Un tabellone dell’ATM, simbolo di un’azienda allo sfascio

Associazioni, partiti e movimenti: da destra a sinistra tutti contro l’ATM targata Amministrazione Accorinti e compatti nel chiedere le dimissioni dell’assessore alla Mobilità Gaetano Cacciola e del Direttore generale dell’Azienda Trasporti Giovanni Foti.

In un lungo documento firmato da Pippo Frisone (Associazione ADIS), Pippo Pracanica (Cittadinanzattiva), Remo Pulcini (Compagnia del Mezzogiorno), Raffaella Spadaro (Verdi), Franco Tiano (Nuova Destra), Pippo Isgrò (Insieme per la Sicilia), Salvatore Mammola (Italia dei Valori), Francesco Barbalace (LabDem), Andrea Carbone (L’Alternativa possibile), Elvira Bordonaro (L’Altra Messina), Massimiliano Curtò (Sicilia Democratica), Peppe Chiofalo (Umanesimo e Riformismo), Alessandro Tinaglia (reset!), Paolo Barbera (consigliere V Quartiere) e Mario Biancuzzo (consigliere VI Quartiere) si analizza l’operato dell’esecutivo arrivato a Palazzo Zanca promettendo una rivoluzione che non c’è stata.

 

“Da quando l’Amministrazione Accorinti si è insediata, come dimostrano i numeri, l’ATM ha avuto una forte contrazione nel servizio che si traduce nel prodotto di un’azienda di trasporti: i chilometri -scrivono i 15 firmatari.

Le dichiarazioni rilasciate alla stampa da Cacciola e Foti e le quotidiane lamentele dei messinesi dimostrano invece quanto i dati forniti siano irreali e rischino l’apologia della manipolazione del cittadino.

La grande opera di cambiamento improntata da Foti e dall’Amministrazione Accorinti non solo, come dimostrano le lamentele degli utenti, non ha migliorato il servizio, ma in termini numerici e nonostante i bus fantasma che scorrazzano vuoti la notte è peggiore anche della gestione ATM del sindaco Buzzanca del 2011 e pressocché identica a quella Buzzanca-Croce del 2012.

Riportiamo i dati presentati alla stampa che l’ATM avrebbe brillantemente raggiunto:

  1. Da giugno 2015 ATM garantisce ogni giorno 50 bus in strada contro i 25 del 2014. Avere più mezzi si traduce in un maggior numero di Km, che significa più contributi regionali necessari anche per rispettare le previsioni del Piano di Riequilibrio.
  2. Nel 2014 ha incrementato del 22% i km percorsi dai bus rispetto a quelli del 2013 e da gennaio a maggio 2015 ha ulteriormente incrementato i km percorsi dai bus rispetto al 2014 di un ulteriore 12%.
  3. I tram in servizio, passati dai 5 del 2014 agli 8 di oggi, diventeranno 10 entro la fine del 2015. I km percorsi dai tram, rispetto a quelli percorsi nel 2013, sono aumentati del 2%.
  4. I titoli di viaggio tra giugno e dicembre 2014 hanno avuto un incremento del 6,24%, mentre i proventi degli abbonamenti rispetto al 2013 hanno avuto una crescita del 15,3%. Ancora meglio nei primi 4 mesi di questo 2015, che conta il 19% in più di biglietti e il 22% in più di abbonamenti rispetto al 2014.
  5. I parcheggi Cavallotti e Zaera non decollano, ma Foti non dispera e volge lo sguardo a Torino dove, racconta, ci sono voluti 15 anni per convincere i cittadini a utilizzare i parcheggi multipiano.
  6. Un Contratto di Servizio che attualmente attende di approdare in Consiglio comunale e che aprirà la strada alla possibilità di vendere i biglietti a bordo su tutti i mezzi e rivedere anche i piani tariffari, sia per i titoli di viaggio che per i parcheggi nelle ZTL.

Fondamentale il supporto della GTT di Torino, che soprattutto all’inizio è stata quasi garante quando l’ATM è tornata a bussare alle porte sbarrate della Regione o ha provato a riavviare un dialogo con Asstra. Una collaborazione che continuerà agli stessi patti e condizioni con un tesoretto di 400 mila euro che l’ATM potrà ancora investire per avere l’aiuto del gruppo trasporti di Torino nell’approvvigionamento dei pezzi o nelle professionalità di tecnici e consulenti.

Rileviamo però come a oggi le previsioni inserite nel piano decennale, che regolano anche il valore della bozza del Contratto di Servizio non ancora approvata dal Consiglio Comunale, non solo non sono rispettate ma a fine anno, qualora la previsione ottimistica di Foti di un aumento del 12% del chilometraggio dei bus rispetto al 2014 si realizzasse, vi sarebbe già al primo anno una differenza in negativo di quasi 7 milioni di euro. Chiariamo tra l’altro che tale valutazione non tiene presente l’eventuale aumento del costo di gestione 2014 e 2015.

Dai dati che abbiamo analizzato si evince infatti che l’Amministrazione Accorinti, rispetto alla previsione del costo dell’azienda inserita nello schema del Piano decennale per il 2013, ha già sforato di quasi 4 milioni 600 mila euro. Se ipotizzassimo un costo identico anche per il 2014 e 2015 (valutazione che consideriamo ottimistica visti gli investimenti per le vetture del tram, bus e consulenze varie, in particolare quella alla GTT, le cui modalità rispetto alla legge sugli appalti pubblici vorremmo ci fossero chiarite) si arriva a una differenza negativa rispetto alle previsioni del decennale di oltre 13 milioni di euro.

Ciò comporta, dopo neanche un anno dall’approvazione del documento che dovrebbe evitare il default, un errore della previsione dell’amministrazione pari al 25% dei 52 milioni che si immaginava di risparmiare attraverso una maggiore produzione di km e un maggiore rimborso chilometrico regionale.

Per quanto relativo al numero di bus che Foti dichiara essere ormai in strada, informiamo i messinesi che il 20 luglio i mezzi messi su strada erano 37 e che la punta massima toccata è stata raggiunta il 6 luglio con 40 bus.

Non solo dunque il numero fornito è falso, ma non sono previsti neanche i mezzi di riserva, che normalmente sono stimati con il 20% dei mezzi messi su strada.

Giornalmente il 10% dei bus utilizzati (mediamente 3 o 4 al giorno) fa ritorno in officina per guasti dovuti alle elevate temperature o alla vetustà dei mezzi.

Ricordiamo inoltre che degli ipotetici 40 e non 50 mezzi su strada, ben 24 (8 da Milano e 16 da Torino) sono mezzi acquistati, revisionati e utilizzati da ATM da meno di un anno.

Senza dimenticare quali devastanti effetti provoca sull’ambiente l’utilizzo di mezzi obsoleti. Per quanto riguarda i tram, il 21 luglio era 3-4. Questo vuol dire che durante la giornata ci sono stati 3 tram con punte di 4: quantità ben diverse dagli 8 tram propagandati e in ogni caso meno dei 5 previsti dal Piano di Esercizio estivo.

Se poi, come riferito da DG e assessore, entro fine anno avremo a disposizione 10 tram, allora attendiamo con grande ansia di conoscere il valore dell’investimento effettuato, tenendo conto che questo grandissimo sforzo economico porterà i tram a fine 2015 a fare addirittura meno km di quelli realizzati dal duo Buzzanca-Conte.

In tal senso, ricordiamo che Cacciola ha preventivato nel PON Metro un costo pari a 10 milioni di euro per il recupero di 5 tram Cityway più la loro manutenzione. E’ evidente che se i tram passeranno da 5 a 10 entro il 2015, allora ci ritroveremo 10 milioni di costi aggiuntivi per aver incrementato di poco più di 30 mila km il chilometraggio della tranvia.

In termini economici significa che ATM ha effettuato un servizio inferiore a quello che la tranvia faceva nel 2011 e nel 2012, ha incassato un rimborso chilometrico superiore di circa 150 mila euro, ma ha investito solo 10 milioni per sistemare le vetture del tram, che serve 7,7 km di tragitto in centro città. Lasciamo quindi ai messinesi il giudizio sulla rivoluzione fatta da Foti e Cacciola e su come si spendano i soldi della collettività.

Un ulteriore appunto è quello legato al numero di autisti, poiché se ci fossero davvero 50 bus e 10 tram (che come dimostrato può solo essere un auspicio, ma non certamente un fatto come raccontato) servirebbero un totale di 240 tra autisti e tranvieri (4 per ogni bus e tram) contro i 163 presenti in pianta organica al 31 dicembre 2013.

Potremmo continuare con la storiella del Cavallotti e dello Zaera, che come Torino avrebbero bisogno di 15 anni per far breccia nelle abitudini dei messinesi, ma ci piace di più pensare al Due Obelischi di Catania, che dopo un paio di settimane dall’inaugurazione contava 400 vetture e oltre 5 mila passeggeri al giorno. 

Anche i numeri riportati dal DG sul bigliettaggio e gli abbonamenti in crescita pongono questa gestione ben al di sotto degli incassi registrati dalle gestioni, sicuramente fallimentari per la scarsa qualità del servizio offerto, del 2011 e 2012.

Chiudiamo chiarendo al sindaco Accorinti e ai collaboratori che si è scelto che esistono fior di competenze che dimostrano come i super esperti che vengono dal nord sono inadeguati quanto e più di quelli che li hanno preceduti.

Chiediamo dunque le immediate dimissioni dell’assessore Cacciola e del DG Foti non solo per non essere stati capaci di risollevare l’Azienda e il trasporto pubblico a Messina, ma anche perché hanno offeso i messinesi.

Chiediamo ai sindacati di vigilare su quanto i numeri dimostrano senza dubbio alcuno e al Consiglio Comunale di non approvare lo schema delle previsione del Decennale e gli importi del Contratto di servizio perché anch’essi palesemente errati.

Errati appaiono pure i numeri dei rimborsi regionali associati ai bus, perché se il valore del rimborso chilometrico regionale sul gommato è di 2,54 euro/Km i numeri riportati non quadrano.

Oltre alle moltiplicazioni sbagliate, chiariamo al Consiglio Comunale che non sarà possibile recuperare l’enorme disavanzo di 13 milioni perché il limite massimo di chilometri che la Regione Sicilia riconosce a Messina dal 2012 è di 4,6 milioni l’anno.

Invitiamo infine la Giunta e il Consiglio Comunale ad interrogarsi sul perché sigle così eterogenee e rappresentanti della politica cittadina distantissime ideologicamente abbiano condiviso questo intervento. Le istanze che ci giungono dalla gente sono identiche e la città è stanca e vicina al tracollo. E’ ora di cambiare rotta e non solo su ATM”.

 

Elio Granlombardo

Ama visceralmente la Sicilia e non si rassegna alla politica calata dall’alto. La “sua” politica è quella con la “P” maiuscola e non permette a nessuno di dimenticarlo. Per Sicilians segue l'agorà messinese, ma di tanto in tanto si spinge fino a Palermo per seguire le vicende regionali di un settore sempre più incomprensibile e ripiegato su se stesso. Non sopporta di essere fotografato e, neanche a dirlo, il suo libro preferito è “Conversazione in Sicilia” di Elio Vittorini.