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#Messina. La messinese Maria Francesca Mancuso al programma tv L’Eredità

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Maria Francesca Mancuso
Maria Francesca Mancuso

Ventisei anni, una laurea in Comunicazione e tanta voglia di mettersi in gioco. È il profilo di Maria Francesca Mancuso, giovane messinese che ha partecipato al programma televisivo L’Eredità, presentato da Fabrizio Frizzi. La sua esperienza, raccontata in esclusiva a noi di Sicilians, andrà in onda questa sera alle 18.50 su Rai 1.

Come ha inizio questa esperienza a L’Eredità?Ho inviato la richiesta di partecipazione ai casting quasi per gioco. Un paio di mesi dopo ricevo una telefonata da parte dell’organizzazione che mi invita ai provini che si terranno a Catania. Era luglio, soffrivo il caldo e non nutrivo grandi aspettative ma, con il senno di poi, mi rendo conto che già quel primo passo era una esperienza da non perdere perché mi avrebbe portato a vivere qualcosa di ancora più emozionante. I casting si dividono in due step: un test di cultura generale che simula il gioco della trasmissione e il provino davanti alla telecamera. Quest’ultimo è stato la parte più imbarazzante. Dopo mesi di attesa e senza più alcuna speranza, una settimana fa ricevo una telefonata da parte degli autori e comincia il viaggio! In quattro e quattr’otto prenoto i biglietti del treno e scelgo l’accompagnatore che mi affiancherà nel corso della preparazione fisica e psicologica alla registrazione della puntata. Non scherzo quando parlo di preparazione psicologica, perché chi era con me ha dovuto sopportare e trovare soluzioni a malumori e crisi esistenziali di ogni genere”.

Arriviamo subito al momento in cui finalmente si entra in studio e si prende confidenza con le scenografie, le luci, le distanze e le posizioni degli altri concorrenti. Qual è stato l’impatto con la telecamera?Mi viene da ridere a ripensarci. Nonostante qualche esperienza locale e uno spot pubblicitario per una nota marca di yogurt, la telecamera mi ha messo fortemente a disagio. Una volta in studio ci si rende conto di essere in una vetrina osservata da milioni di persone. Diventa difficile addirittura presentarsi, figuriamoci mantenere la concentrazione per rispondere nel migliore dei modi alle domande del gioco”.

Quindi l’emozione può giocare brutti scherzi e l’ansia da prestazione è in grado di rendere l’atmosfera più tesa, soprattutto quando si realizza di essere al preserale di una rete televisiva nazionale. A questo proposito, c’è qualche aneddoto simpatico legato a questa esperienza? “Farei prima a raccontarvi i momenti in cui ho trattenuto le risate. L’accompagnatore gioca un ruolo molto importante in tutto questo. Se lui è calmo tu sei calmo. Se lui perde la concentrazione tu perdi un punto di riferimento. Vi racconto solo che presa dall’ansia non ho riconosciuto Carlo Conti, ex presentatore del programma, in visita agli studi quello stesso giorno. Al suo saluto cordiale ho risposto con un gesto della mano, senza nemmeno sollevare lo sguardo dai fogli che stavo firmando. Quando me ne sono resa conto era troppo tardi: inutili le rincorse per un selfie! Poco dopo ho scambiato il campione in carica per un tecnico e più volte ho confuso i bagni con gli uffici degli autori. Un vero e proprio disastro”.

Inizia il gioco e la concentrazione è d’obbligo. Ma in fondo cosa serve davvero? Più bravura o più fortuna? “Prima di arrivare agli studi di Cinecittà era convinta che i fattori si combinassero in maniera equa. Adesso sono sicura che quello che serva davvero sia la fortuna. Puoi essere un fisico nucleare e cadere sulla domanda relativa a un cartone animato o non avere idea dei vari argomenti e arrivare alla ghigliottina finale. Da sempre il mio motto è Preferisco avere più fortuna che talento. E questa esperienza mi ha dato un’ulteriore conferma”.

Finzione o realtà nel gioco? “Da casa ho sempre pensato che tutto quel che si vede in tv sia frutto di manipolazione, ma adesso mi sento di poter affermare che invece è tutto vero, soprattutto le emozioni. Anzi, ho apprezzato molto la genuinità delle numerosissime persone che lavorano per mandare avanti l’intero meccanismo. L’unica finzione era la mia pelle perfetta: complimenti ai truccatori”.

Considerazioni post puntata“Da casa risulta tutto più semplice. Sotto le luci dello studio, ma già durante il viaggio, l’emozione è alle stelle. Difficile mantenere la calma. A prescindere dal risultato, è stata l’esperienza più avvincente della mia vita, dal momento che ho avuto la possibilità di entrare in una realtà che solitamente si ammira dalla poltrona di casa. Ricorderò ogni dettaglio con il sorriso perché, indipendentemente dai momenti in studio che rappresentano la concretizzazione della puntata, tutto quello che c’è dietro è stato fantastico: trucco, parrucco, cambio abiti e briefing. Ma anche il viaggio in treno con il mio accompagnatore e le varie crisi che ha dovuto sopportare”.

Milioni di italiani, tra cui migliaia di suoi concittadini, la seguiranno e faranno il tifo per lei. Cosa si aspetta dai social dopo la messa in onda della puntata? “Da studentessa di comunicazione mi rendo conto che i social siano un’arma a doppio taglio. Possono darti popolarità improvvisa o distruggerti in un attimo. In realtà la risonanza mediatica di questa esperienza non mi preoccupa, anche perché in rete le notizie hanno vita breve: nascono e muoiono nel giro di pochi giorni. Tra qualche settimana ci sarà altro di cui parlare. In compenso, ho già ricevuto molte nuove richieste di amicizia”.