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#Messina. La magistratura sequestra un cantiere dell’elettrodotto Terna

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Elettrodotto TernaSequestrato dalla magistratura un cantiere dell’elettrodotto Terna Sorgente-Rizziconi.

La Sezione di Polizia Giudiziaria del Corpo Forestale dello Stato presso il Tribunale di Messina ha posto sotto sequestro giudiziario l’area relativa al sostegno n° 40 del tratto siciliano dell’elettrodotto Sorgente-Rizziconi nel comune di Saponara, in provincia di Messina.

L’intervento è stato effettuato in esecuzione del decreto di sequestro preventivo emesso l’11 febbraio scorso dal Tribunale di Messina, Sezione dei Giudici per le Indagini Preliminari, nell’ambito del procedimento penale n° 6515 del 2014.

Il procedimento era stato aperto dopo la denuncia presentata nel 2013 dall’Associazione Mediterranea per la Natura per violazione delle norme di salvaguardia del Piano Paesaggistico dell’Ambito 9, che pone sotto il più alto livello di tutela il crinale di Monte Raunuso, dove è stato realizzato sul Serro Tondo il sostegno n°40.

“Finalmente -dichiara Giovanni Mento dell’Associazione MAN– anche la magistratura penale ha recepito la piena vigenza delle norme di salvaguardia del Piano Paesaggistico dell’Ambito 9, come peraltro già ribadito anche dal Tribunale Amministrativo Regionale. Forse, la società Terna pensava di non essere soggetta alle leggi vigenti per i comuni cittadini, in quanto operante in Italia in regime di monopolio assoluto.

I lavori dell'elettrodotto Terna Sorgente-Rizziconi
I lavori dell’elettrodotto Terna Sorgente-Rizziconi

L’Associazione, assistita dagli avvocati Carmelo Picciotto e Antonino La Rosa, si riserva ogni ulteriore intervento non appena si avrà piena conoscenza del provvedimento adottato, giunto a poche settimane dalla conclusione dei lavori, ma naturale conseguenza dell’incompatibilità del tracciato con il Piano Paesaggistico, del quale Terna, la Soprintendenza di Messina e le varie istituzioni erano già a conoscenza.

Il sequestro mette in discussione il completamento dell’elettrodotto che la società ha realizzato con molta protervia, incurante delle proteste delle popolazioni, dei ricorsi e delle denunce presentate per il devastante impatto che è drammaticamente sotto gli occhi di tutti.

Anche l’Assemblea Regionale Siciliana il 6 marzo 2013 aveva richiesto al Governo Regionale e a Terna la modifica del tracciato.