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#Messina. La FP Cgil chiede assunzioni nelle cliniche private

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Ospedale_sanitàLe cliniche private assumano infermieri e ausiliari. A chiederlo è la FP Cgil di Messina, che durante la conferenza stampa di stamane ha sottolineato come la disposizione sia del direttore generale dell’ASP 5 Gaetano Sirna.
In una città con un tasso di disoccupazione altissimo, l’assunzione di 20 lavoratori potrebbe rappresentare una vera e propria boccata di ossigeno.
Il segretario generale Clara Crocè ha aperto l’incontro con i giornalisti sottolineando “l’intensa attività sindacale svolta in quest’ultimo anno, grazie all’apporto dei responsabili della sanità privata Giuseppe Nava e Nino Rizzotti. L’iniziativa dell’ASP5 scaturisce dalla nostra richiesta di tavoli tecnici per verificare gli standard strutturali e le dotazioni organiche”.
Secondo la FP Cgil di Messina, in tutte le cliniche private, con l’eccezione di Villa Salus e San Camillo, sono state riscontrate carenze di personale.
“La  sanità privata -ha detto la Crocè- eroga servizi sanitari in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale e usufruisce di importanti finanziamenti pubblici come le strutture ospedaliere. E’ per questo che deve adeguare gli organici, come imposto dall’ASP 5. Ogni giorno si rivolgono a noi tanti lavoratori, stanchi di carichi di lavoro spesso e volentieri estenuanti.
C’è la necessità di tutelare i lavoratori e migliorare la qualità assistenziale. Il professionista che lavora bene fornirà un’assistenza ancora migliore in termini di performance”.
“Noi parliamo di demansionamento strutturale -hanno dichiarato nei propri interventi il coordinatore provinciale Nino Trino e Gugliemo Catalioto della FP Cgil Medici– per sottolineare che se mancano le figure di supporto all’infermiere, sarà quest’ultimo a doversi sobbarcare del lavoro che dovrebbero svolgere gli ausiliari. Questa situazione si ripercuote negativamente sulla qualità assistenziale erogata e percepita.
E’ anacronistico -hanno aggiunto i due sindacalisti- sostenere che le strutture private sono in regola solo perché rispettano i dettami della Legge 39 del 1988. E questo per due motivi: è una legge troppo obsoleta e non più rispondente ai nuovi principi di governo e rischio clinico. Inoltre, la stessa prevede requisiti minimi e massimi e guarda caso tutti sono allineati sul minimo! Non si può far passare l’idea che con il minimo sforzo si ottenga la migliore assistenza possibile in termini qualitativi e, conseguentemente, in termini di sicurezza”.
Per la FP Cgil di Messina le esigenze economiche delle strutture sanitarie private non possono prescindere dal garantire la sicurezza con un’adeguata assistenza specialistica 24 ore su 24 per 365 giorni l’anno.
“Non comprendiamo i motivi per i quali molte cliniche private si siano sottratte ad un confronto con il sindacato -incalza il segretario generale Crocè- anche e solo per smentire le nostre segnalazioni di criticità. Il nostro unico interesse è salvaguardare posti di lavoro, diritti dei lavoratori e dei cittadini malati.Quando le criticità esplodono improvvisamente in maniera eclatante, come ha riportato di recente dagli organi di stampa regionale, l’evento avverso non è contenibile e a farne le spese sono le fasce più deboli”.
Alle strutture private messinesi la FP Cgil chiede l’adeguamento degli organici, così come hanno già fatto lo IOMI e la Clinica Cappellani.
Aggiornamento delle 17.40 del 15 maggio 2015
Dal presidente di COT Spa Marco Ferlazzo riceviamo e pubblichiamo:

Con riferimento al contenuto delle dichiarazioni riportate nel comunicato stampa diffuso dalla FPCGIL di Messina in esito alla conferenza stampa tenuta il 14 maggio 2015, nell’interesse di COT spa, faccio rilevare che esse contengono inesattezze in ordine al rispetto dei parametri relativi al personale ausiliario operante all’interno del’Istituto Clinico Polispecialistico medesimo, non menzionato tra le strutture in regola.

Come dimostrato con nota esplicativa ed elenco completo di nominativi, qualifiche e mansioni dei dipendenti, inviato all’ASP n. 5 di Messina, COT spa ha sempre avuto e mantenuto nel tempo gli standard previsti dalle norme vigenti.

Inoltre, COT spa è l’unica struttura sanitaria messinese ad aver ottenuto l’attestazione di qualità rilasciata dalla Joint Commission International, organismo di verifica indipendente, in esito ad approfondito esame quali-quantitativo delle strutture, delle procedure interne e del rispetto dei parametri di sicurezza del lavoro e dell’assistenza.

Pertanto, l’affermazione contenuta nel comunicato stampa è inesatta e di tale inesattezza si chiede di voler prendere atto, rettificandola e integrandola.

Con l’occasione, si chiede di rettificare espressamente l’affermazione fatta in precedente occasione dalla responsabile di codesta Organizzazione in ordine alla pretesa sommarietà e/o apparenza dei controlli fatti dalla JCI all’atto del rilascio dell’attestazione predetta, in quanto essa è lesiva dell’immagine sia della Società di certificazione che di COT spa, destinataria dell’accertamento positivo.

Infine, quanto al profilo occupazionale, colgo l’occasione per comunicare che COT spa, nel quadro della ben nota iniziativa di investimenti produttivi tesi a garantire il mantenimento delle risorse finanziarie destinate alla Provincia di Messina, ha formulato istanza all’Ufficio competente per l’impiego, al fine di avviare le procedure di assunzione del personale ancora dipendente dal fallimento ATI HOSPITAL srl, secondo le rispettive qualifiche e mansioni.

E’ auspicabile che, anche alla luce delle superiori notizie, la FPCGIL voglia prendere e dare atto pubblicamente della correttezza del comportamento aziendale di COT spa e dell’importanza della politica di potenziamento dell’attività e assorbimento del personale operante nel settore ed in atto privo di occupazione.