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#Messina. La città di Canazzo e il segno dei tempi

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CanazzoE’ il momento di Canazzo. La città di Mario Venuti, cantante e chitarrista della storica band dei Denovo e raffinato solista, dei Kunsertu, uno dei primi gruppi italiani di World Music, e di Olivia Cinquemani, la Maddalena delle prime edizioni del Jesus Christ Superstar, ha trovato un nuovo cantore per Messina.

Infatti, i video di Canazzo, al secolo Luca Fiumara, giovane canta-autore messinese, stanno spopolando sui social network. Riscuotendo notevole successo non solo tra la gioventù messinese.

La sua hit Valentina mi ha tradito, interpretata insieme ad Antonio Nava, ha totalizzato 1.859.025 visualizzazioni su youtube (https://www.youtube.com/watch?v=hD3w0QrJe10).

Persino la Gazzetta del Sud ha dedicato a Fiumara un articolo-intervista dai toni positivi (http://www.gazzettadelsud.it/news//135052/La-verita-sul—fenomeno.html).

Insomma, abbiamo quanto basta per prevedere che quest’anno le afose notti estive dei messinesi saranno allietate dalle rime (per nulla baciate) di Canazzo, sparate a tutto volume dai subwoofer delle auto della meglio gioventù locale.

Luca Fiumara non ce ne vorrà se proviamo a interpretare la sua affermazione artistica come un segno dei tempi. Che per la città della Stretto non sembrano particolarmente felici. Messina, lo ricordiamo, l’anno scorso si è classificata al novantaquattresimo posto tra le città italiane nella classifica del Sole 24 Ore sulla qualità della vita. Un risultato che non ci rende particolarmente orgogliosi.

E mentre i negozi chiudono, le navi lasciano il porto di Messina per approdare nella più accogliente e attrezzata Catania, le strutture sportive della parrocchia di Pompei stanno per essere sottratte alla fruizione dei cittadini messinesi e la vicina pineta rischia di sparire, l’Amministrazione Accorinti sembra distratta. O forse, grazie alle simpatie buddhiste di chi la governa, ha già raggiunto il Nirvana.

E che dire della mobilità. I collegamenti marittimi con l’altra sponda dello Stretto sono decisamente carenti. Alla faccia dei fiumi di parole, per citare gli indimenticati Jalisse, spesi per magnificare le sorti dell’area integrata dello Stretto. Volare da Reggio Calabria a Roma costa quasi di più che andare da Roma a New York. Ed è sempre più difficile trovare dei biglietti veramente low cost, per i voli in partenza da Catania.

Muoversi in treno non è più facile. La tratta Messina-Palermo non ha nulla da invidiare quanto a durata al mitico viaggio sull’Orient Express. Se poi si deve andare in Continente, le cose non vanno certo meglio. I collegamenti marittimi pubblici sono sempre più sporadici e aleatori, i pendolini si nacano come un ballerino di twist con il fuoco di Sant’Antonio e fanno guadagnare le aziende che producono farmaci per il mal di viaggio.

Gli Intercity offrono ai clienti, senza alcun sovrapprezzo, la sauna d’estate e il freddo tonificante d’inverno. Muoversi in treno da Messina è veramente uno sport per uomini duri, altro che parapendio.

E se decidiamo di spostarci in auto? Le autostrade siciliane si tengono con lo scotch. Della Salerno-Reggio Calabria è meglio tacere, non solo per carità cristiana, ma anche scintoista e zoroastriana. Il recente episodio del crollo del viadotto Hymera, ci ha ricordato che le vie del Signore, in Sicilia, sono veramente finite.

Dulcis in fundo, il calcio. Vivendo fuori, ci sforziamo da anni di evitare di parlare con amici e colleghi di questo sport. Cricket, badminton, sumo- Parliamo di tutto, ma non di calcio, per cortesia. Ma per quanto ti sforzi di fare melina e glissare, prima o poi arriva il momento in cui qualcuno riesce a metterti all’angolo, porgendoti la fatidica domanda: “e il Messina dove gioca”?

Già, il Messina dove gioca? Dopo l’inopinata sconfitta nello spareggio per la salvezza contro la Reggina, anche rispondere a questa apparentemente banale domanda diventa difficile. Serie D, ripescaggio in Lega Pro, boh?

Qualcuno potrebbe sostenere che pure la Reggina, anche se non è retrocessa come il Messina non sta messa benissimo. Se Atene piange, Sparta non ride. Però, è davvero una magra consolazione per una città che un tempo primeggiava nello sport, tra calcio, pallacanestro, pallavolo, pallamano, judo e forse dimentichiamo qualcosa.

Insomma, non è un tempo felice, per la città. E i messinesi, che fanno? Al momento, pare, stanno a guardare. E poi è arrivata l’estate, fa caldo, c’è la prova costume, la mezza con panna e la brioscia, il taione, i preparativi per la sfilata di Mata e Grifone e la processione della Vara. All’appello mancherà la Fiera, ma solo perché l’Ente, purtroppo, è fallito. Insomma, la vita sembra scorrere immutabile come sempre a Messina.

Eppure, qualcosa sembra, finalmente, muoversi. La nuova stagione balneare porterà una grande novità. A destare il messinese che dorme, quest’estate, ci penserà Canazzo.

 

 

 

Fabrizio Maimone

Messinese ca scoccia e romano di adozione. Ricercatore (molto) precario, collabora a progetti di ricerca su temi al confine tra sociologia, management e organizzazione, in Italia e all’estero. Insegna organizzazione aziendale all’università ed è docente di management e comunicazione. È formatore e consulente di direzione per le migliori e le peggiori aziende, italiane e multinazionali. La sua passione per la comunicazione (non solo) digitale è seconda solo a quella per la tavola, le buone letture e i viaggi.