#Messina. Il sindaco Accorinti, l’isolato 13 e l’albero di Natale
Quello che il centro di Messina ha snobbato, dileggiato e rifiutato, la periferia lo ha accolto grata a braccia aperte.
Quasi meravigliata che qualcuno ne ricordasse l'esistenza in periodo post elettorale.
E così, anche l'albero di Natale dell'amministrazione Accorinti (piuttosto bruttino, questo è innegabile e soprannominato l'ombrello) può diventare il simbolo di un germe di cambiamento.
Il primo segnale importante è che a distanza di diversi giorni da quando è stato trasferito da piazza Cairoli all'isolato 13 di viale Giostra dopo la collocazione a pochi metri di distanza di quello molto più sontuoso (anche se altrettanto brutto) della Confcommercio di Messina, l'albero sia ancora al proprio posto.
La zona è una delle più difficili della città, la gente onesta (la maggior parte di chi ci vive ) è costretta a convivere con delinquenti, cavallari e spacciatori e mentre gli operai di Palazzo Zanca lo montavano, in pochi avrebbero scommesso sulla durata dell'albero.
Il secondo segnale è che il sindaco Accorinti ha partecipato oggi pomeriggio a un evento organizzato proprio nel quartiere e che è riuscito a parlare con gli abitanti senza litigare o discutere. Il terzo dato è che il primo cittadino è stato accolto con serenità e tranquillità.
Vai a sapere se per un'antica consuetudine di ossequio verso il politico di turno in visita o per reale gratitudine per aver deciso, su precisa richiesta dei consiglieri del V Quartiere Ciccio Mucciardi e Giovanni Bucalo e del presidente Santino Morabito, di far collocare l'albero nella piazzetta dell'isolato 13.
Resta il fatto che l'appuntamento di oggi è stato davvero un momento di festa in un quartiere che di feste ne vede ben poche e che le baracche sullo sfondo dovrebbero essere per Accorinti un monito su un qualcosa sul quale non ci ricordiamo si sia espresso con fermezza da quando è stato eletto: la loro eliminazione e il completamento del risanamento della città.