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#Messina. Gli ex sostenitori ad Accorinti: “Dimettiti!”

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Tremila più uno. Sono le firme da raccogliere per chiedere al sindaco di Messina Renato Accorinti di dimettersi. A volerlo gli attivisti di Decide Messina (Italia dei Valori, Verdi Messina, PCdI e il movimento Democrazia Disabile), tutti sostenitori del cambiamento dal basso che dopo 18 mesi tirano le somme.

Accusano il primo cittadino di avere tradito gli ideali che lo hanno portato sulla poltrona più alta della città e gli presentano un cahier de doleance senza appello.

Nove gli errori più gravi rinfacciati. A partire dal fatto che “non un punto del programma del sindaco, sottoscritto e presentato alla città, ha avuto seguito oltre la carta” e che “la conclusione di quel programma condiviso recitava che la Democrazia è partecipazione, ma constatiamo l’impegno del primo cittadino a far venir meno la partecipazione e con essa la democrazia”.

Ad Accorinti rimproverano che “i bisogni della gente, dei lavoratori, degli ultimi, sono passati in secondo piano, che la priorità ha invertito la rotta verso gli interessi di chi affianca e indirizza il primo cittadino e che la città di Messina sta lentamente e inesorabilmente peggiorando dal punto di vista economico e sociale, oltre che politico, a causa di contenuti e modelli opposti a quelli cui avevamo dato adesione e sostegno a cui si aggiunge la totale incapacità di una seria programmazione economica”.

Pesanti strali anche rispetto alla spada di Damocle del default. “Nascondersi dietro un pretestuoso senso di responsabilità non dichiarando il dissesto finanziario che avrebbe azzerato una intera classe dirigente cresciuta nella melassa del malaffare è stato solo un artificio volto a evitare che quelli che c’erano prima finissero nell’occhio della magistratura.

Il dissesto, artatamente dribblato, avrebbe eliminato le truppe cammellate, i peones del sistema di potere politico-mafioso che da sempre attanaglia Messina e a salvarsi non sono stati i messinesi ma i precedenti amministratori, che non sarebbero più stati candidabili per dieci anni e i loro proseliti che oggi sostengono la civica amministrazione all’interno del Consiglio comunale”.

Insomma, secondo Decide Messina “sono venute meno le condizioni per cui si poteva pensare di aver eletto il rappresentante di tutti e constatato che, di contro, è venuto fuori l’individualista che si parla addosso e si incarta dichiarando tutto e il contrario di tutto per celare un tradimento ormai conclamato”. Una strada possibile: le dimissioni di Accorinti.

Francesca Duca

Ventinovenne, aspirante giornalista, docente, speaker radiofonica. Dopo una breve parentesi a Chicago, torna a preferire le acque blu dello Stretto a quelle del lago Michigan. In redazione si è aggiudicata il titolo di "Nostra signora degli ultimi" per interviste e approfondimenti su tematiche sociali che riguardano anziani, immigrati, diritti civili e dell'infanzia.Ultimamente si è cimentata in analisi politiche sulle vicende che animano i corridoi di Palazzo Zanca.