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#Messina. Caso di favismo in via Reggio Calabria

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Con ordinanza del sindaco Renato Accorinti per un caso di un cittadino affetto da favismo, è stato disposto, con decorrenza immediata, il divieto assoluto di coltivazione di leguminose fresche (fave e piselli) per un raggio di 300 metri in linea d’aria e la vendita in forma sfusa, per un raggio di 150 metri, dall’abitazione di residenza dello stesso, in via Reggio Calabria is. 55.
E’ prevista anche l’estirpazione e la distruzione delle piantagioni di leguminose già sviluppate, eventualmente presenti nella zona. Con il medesimo provvedimento è stato  revocato il divieto assoluto di coltivazione di leguminose in prossimità della ex residenza dello stesso, in via S. Marina a Cumia Inferiore.
La vendita di leguminose fresche, preconfezionate in sacchetti sigillati, nel raggio di 150 metri dall’abitazione, può essere effettuata solo a condizione che nell’esercizio commerciale, anche ambulante, sia esposto, bene in vista, un cartello che segnali al cittadino a rischio di crisi emolitica da favismo la presenza di leguminose fresche. Nei confronti dei contravventori è prevista la denuncia all’Autorità giudiziaria (art. 650 del Codice Penale). Si ricorda che in tutti gli esercizi cittadini che commercializzano fave e piselli freschi, è obbligatorio apporre bene in vista ed all’ingresso dei locali, idonei cartelli che riportino in modo visibile, chiaro e leggibile, la dicitura “Attenzione zona rischio di crisi emolitica da favismo derivante dalla vendita di leguminose fresche (fave e piselli) sfuse”, come previsto dal provvedimento sindacale n. 59 del 23 marzo 2012.