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#Messina. Arrestata famiglia di rapinatori: ecco chi sono

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Annarita Cattareggia
Annarita Cattareggia

All’alba di sabato scorso i carabinieri della Compagnia Messina Centro hanno eseguito due distinte ordinanze di custodia cautelare emesse dai GIP presso il Tribunale e presso il Tribunale dei Minori su richiesta dei magistrati Annamaria Arena e Andrea Pagano nei confronti di padre, madre e figlio 16enne. I tre sono ritenuti responsabili dei reati di rapina aggravata in concorso, lesioni aggravate, porto illegale di arma da fuoco e ricettazione. Nel corso dell’operazione è stato identificato e sottoposto a fermo di polizia anche un quarto soggetto, ritenuto complice e materiale esecutore della rapina. I provvedimenti scaturiscono dalle indagini svolte dal Nucleo Operativo di Messina Centro e dalla Stazione di Villafranca Tirrena dopo la cruenta rapina perpetrata il 26 aprile scorso in una gioielleria di Saponara Marittima. E’ tardo pomeriggio quando due malviventi fanno irruzione nel laboratorio orafo al cui interno sono presenti il titolare, una commessa e un cliente. Sono un uomo sulla cinquantina (Arcangelo Seminatore, classe 1964) e un minorenne. Il più adulto impugna una pistola e la punta verso i malcapitati, la userà poi per colpire il gioielliere allo scopo di indurlo ad essere più collaborativo, mentre il piccolo ha il compito di arraffare quanta più merce possibile.

Arcangelo Seminatore
Arcangelo Seminatore

Prima di uscire staccano e portano via l’hard disk del sistema di videosorveglianza, gesto frutto di una certa esperienza nel campo. Fuggiranno a piedi con un bottino di circa 70.000 euro, abbandonando la moto utilizzata per recarsi sul luogo del crimine, certi della copertura offerta loro proprio dai genitori del minore (Antonio Genovese e Annarita Cattareggia, rispettivamente del 1975 e del 1983), già noti alle forze dell’ordine per i medesimi reati, i quali, dopo aver lasciato il figlio in compagnia del rapinatore 50enne, hanno monitorato da un bar nelle vicinanze, l’arrivo delle forze dell’ordine compiacendosi per il battesimo del fuoco del primogenito. Volevano tramandare il mestiere al figlio ma, evidentemente, non sono stati dei buoni maestri.

Antonio Genovese
Antonio Genovese

Fondamentale per l’indagine, l’analisi incrociata condotta dagli investigatori dell’Arma sui filmati dei sistemi di videosorveglianza di alcuni esercizi commerciali e i tabulati telefonici degli indagati nonché la comparazione delle impronte digitali lasciate dai malviventi sulla moto. Durante la perquisizione domiciliare è stato possibile raccogliere consistenti e convergenti elementi indiziari che, confermati dalle spontanee dichiarazioni degli arrestati, hanno consentito ai carabinieri di individuare e sottoporre a fermo di polizia il quarto complice, un pluripregiudicato amico di famiglia, il quale durante la rapina, aveva colpito il gioielliere alla testa utilizzando il calcio della pistola. Per il Genovese e Seminatore si sono aperte le porte della casa circondariale di Messina Gazzi, mentre la madre resterà agli arresti domiciliari per accudire gli altri due figli. Il baby rapinatore, invece, sarà condotto presso l’istituto minorile di Acireale nella speranza che, lontano dai cattivi insegnamenti,  possa apprendere ben altre lezioni di vita.