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#Messina. Aborti clandestini, Vullo: “Quella di oggi è solo la punta dell’iceberg”

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Un momento della conferenza stampa
Un momento della conferenza stampa

“Ritengo che in questa storia ci siano altre persone coinvolte. Quando sono arrivato me avevano parlato, ma appena ho detto che bisognava andare in Procura a denunciare tutto, la persona è sparita. In ogni caso, questa è solo la punta dell’iceberg”. Così il direttore generale del Papardo-Piemonte Michele Vullo, durante la conferenza stampa convocata dopo gli arresti di due medici dell’Azienda Ospedaliera, Giuseppe Luppino e Giovanni Cocivera, accusati di avere praticato aborti clandestini a pagamento.

Vullo ha poi ribadito che prima dell’insediamento del nuovo primario di Ostetricia e Ginecologia Sebastiano Caudullo il tasso di parti cesarei era del 63%, mentre adesso è sceso al 20%.

“La media delle interruzioni di gravidanza effettuate al Papardo è di 4-6 a settimana -ha poi dichiarato Vullo- e spingere le pazienti a effettuare l’intervento in una struttura esterna non poteva essere motivato con la scusa delle lunghe liste d’attesa”.

Un’affermazione questa che però non convince, visto che per ammissione dello stesso direttore generale su 20 medici in forze nel reparto, solo 2 non sono obiettori di coscienza (Cocivera era uno di questi).

Però, come ben spiegano gli addetti ai lavori, le valutazioni si fanno sul numero dei medici non obiettori e non su quello degli interventi e da quanto si rileva nei consultori cittadini sono tante, troppe, le donne che rischiano di non potere abortire per le lunghe file d’attesa. Anche al Papardo.

Poi, approfittando della presenza della stampa, Vullo ribadisce per l’ennesima volta la volontà di far chiudere il Pronto Soccorso dell’ospedale Piemonte, definito uno “specchietto per le allodole”, e coglie l’occasione per attaccare l’assessorato regionale alla Sanità, sostenendo di “avere subito pesanti pressioni da politici e burocrati che volevano impedire il trasferimento del Polo Materno-Infantile al Papardo. La politica mi impedisce di lavorare e ci sono persone in assessorato che mi bloccano, ma io me ne posso andare anche domani”.

Un vero e proprio guanto di sfida all’assessore regionale alla Sanità Baldo Gucciardi, quello di Vullo. Che però, nella foga delle argomentazioni sembra perdere la barra del timone e fa un paio di affermazioni che danno da pensare. A partire da quella relativa al fatto che non vuole i reparti di Psichiatria e di Malattie infettive adiacenti al Polo Materno-Infantile. Peccato però che proprio di fonte all’accesso di quest’ultimo ci sia la zona della degenza dei detenuti, nella quale gli ospiti non mancano mai.

E che dire poi della dichiarazione relativa alla nuova gestione dei bandi per le forniture? Vullo rivela di avere affidato le gare a ditte esterne, ma a dispetto dei proclami ce ne sono diverse ferme da oltre un anno, che vanno avanti con continue proroghe. E tornando alla querelle sul Piemonte, Vullo glissa anche sul fatto che in assenza di un Decreto attuativo avrebbe dovuto impegnarsi per mantenere al meglio il nosocomio di viale Europa. Invece due strutture di Pronto Soccorso si dividono un solo organico e le conseguenze di questa gestione sono sotto gli occhi di tutti.

Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.