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Le scuole superiori di Milazzo in campo contro la violenza sulle donne

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MESSINA. Una partita per dare un calcio alla violenza sulle donne, per dire no ai troppi femminicidi. Per dare un segno tangibile di impegno da parte di uomini che si battono contro ogni forma di violenza e lo fanno insieme ai giovani. E’ questo il senso dell’iniziativa prevista per giovedì 19 dicembre alle 11 allo stadio Salmeri di Milazzo, organizzata dalla giovanissima associazione Aletheia nata lo scorso febbraio con l’obiettivo di contrastare la violenza di genere e associare uomini e donne per promuovere una crescita culturale concreta: il superamento degli stereotipi e le pari opportunità. A presiedere l’associazione Bartolo Doria, che può contare su un gruppo di professionisti e imprenditori .

“Aletheia ha chiesto agli studenti del triennio di tutte le scuole superiori -dichiara Doria – di scendere in campo insieme ai professori di ambo i sessi per una partita a calcio. Per decenni questo sport è stato considerato solo uno sport maschile. È finalmente approdato anche al mondo femminile e con notevoli risultati. Il gioco che diventa luogo neutrale di incontro per dichiarare alla società che pur essendo differenti, il maschile ed il femminile, insieme sono la squadra perfetta per affrontare la realtà da visioni a volte opposte, proprio per questo ricche. Il modello da proporre alle giovani generazioni, basato sul rispetto reciproco e sulla collaborazione”.

Le scuole che parteciperanno sono state invitate a scrivere uno striscione che diventi evocativo proprio quel giorno: un augurio che coglie l’occasione del Natale perché sia auspicio di un anno a seguire, migliore di quello trascorso e che la cronaca non registri più vittime di violenza.

Il crescendo di femminicidi e la mancanza di dialogo tra i due sessi sono stati i motivi che hanno fatto nascere Aletheia. L’associazione offre un luogo per dialogare e confrontarsi, sia intervenendo direttamente nelle scuole, quindi invitando gli studenti ad una riflessione e ad un dibattito che trasformi atteggiamenti distruttivi in propositivi, sia con manifestazioni di sensibilizzazione pubblica. A luglio di quest’anno è stata organizzata una mostra “Com’eri vestita?” che poneva l’attenzione sul vestiario indossato dalle vittime nel momento dell’aggressione e che vuole smontare lo stereotipo che la donna “a volte se l’è cercata”. La mostra si è svolta a Palazzo D’Amico ed è stata accolta molto bene.