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#L’anticospeziale. La psoriasi: cause e cure

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Il dottor Giuseppe Di Prima

La psoriasi è una patologia multifattoriale che deriva dall’interazione tra numerosi fattori predisponenti. Non è quindi possibile determinare con certezza un’unica causa di origine, anche se nella maggior parte dei casi la componente genetica e lo stress giocano un ruolo importantissimo. E’ una forma di dermatite cronica che si manifesta con placche squamose ed eritematose, lesioni cutanee e, in forma più lieve, con chiazze rosse, prurito e pelle secca. Solo in Italia interessa almeno 2,5 milioni di persone. La psoriasi non dev’essere considerata una semplice malattia della pelle, perché può coinvolgere anche una serie di altri organi e apparati e può influenzare negativamente la salute emozionale, provocando ansie eccessive per il proprio aspetto fisico, fino alla depressione.

Anche se di per sé non incide sul tasso di mortalità dei pazienti che ne sono affetti, le conseguenze e le malattie associate alla psoriasi possono avere ripercussioni in maniera sostanziale la qualità di vita dei pazienti affetti. Alla base della patologia c’è infatti un disturbo immunologico, con tendenza all’infiammazione cronica. Non a caso, la psoriasi è frequentemente associata ad altre malattie o disturbi su base infiammatoria e autoimmune. Tra le associazioni più frequenti si ricorda l’artrosi psoriasica. L’aspetto peggiore della psoriasi è che non vi è ancora nessuna formula magica per curarla, ma solo cure palliative atte ad attutirne i sintomi.

In questo contesto, non mancano le cure naturali. La prima cosa da fare è correggere l’alimentazione. E’ necessario che la dieta si basi su alimenti vegetali freschi come frutta e verdure di stagione, ancora meglio se a km zero (acquistati dal coltivatore locale). La dieta di chi soffre di psoriasi deve essere ricca di fibre (cereali integrali e legumi) e non devono mancare semi oleosi come mandorle, noci, nocciole, pinoli. Tra gli alimenti da privilegiare non manca il pesce, soprattutto quello azzurro (sardine, sgombri, aringhe) che è ricco di acidi grassi omega-3.

Questi alimenti contengono delle sostanze che hanno dimostrato la loro utilità nella prevenzione e nella cura della psoriasi. Chi soffre di psoriasi dovrebbe evitare il consumo di latticini e carne rossa e limitare di assumere zuccheri e alcol (alimenti che favoriscono le infiammazioni). Gli studi hanno rilevato delle correlazioni tra psoriasi e glutine: il glutine, proteina contenuta nel frumento, innesca la produzione di anticorpi contro la gliadina (una componente del glutine). Nel sangue dei soggetti con psoriasi sono stati isolati proprio gli anticorpi contro la gliadina, segnale che non c’è una buona compatibilità tra il glutine e i meccanismi fisiologici che si celano dietro la psoriasi.

Per quanto riguarda i farmaci recentemente sperimentati, il secukinumab è il primo anticorpo monoclonale che neutralizza la proteina responsabile della psoriasi. Con la sua indicazione di trattamento sistemico di prima linea per la psoriasi, “fornirà ai pazienti maggiori possibilità di ottenere una cute esente o quasi esente da lesioni”, ha dichiarato David Epstein della Novartis, l’azienda produttrice anche della maggior parte dei vaccini. Gli studi mostrano che il nuovo farmaco biotecnologico è ben tollerato e la sua efficacia è maggiore di quella di altri farmaci sistemici in uso: il 44,3% degli 8 mila pazienti coinvolti  fin qui negli studi e nella pratica clinica è arrivato alla completa guarigione (indice PASI 100), il 50% ha raggiunto una cute quasi del tutto esente da lesioni (PASI 75) in 4 settimane e il 63,8% ha mantenuto la risposta a 3 anni.

Il punteggio Psoriasis Area and Severity Index (PASI) è un indice utilizzato per valutare gli esiti negli studi clinici sulla psoriasi e misura il rossore, la desquamazione e lo spessore delle placche psoriasiche, e la misura in cui questi sintomi interessano ciascuna area del corpo. Il farmaco sarà venduto in apposite siringhe monouso preriempite per l’autosomministrazione sottocute. Il farmaco è stato inoltre approvato anche per il trattamento dell’artrite psoriasica e della spondilite anchilosante. La risoluzione delle lesioni cutanee dei pazienti è l’obiettivo del trattamento della psoriasi.

Ma questi farmaci di frontiera riguardano le forme più gravi della malattia che interessano solo il 10-20% dei pazienti. La maggior parte dei soggetti affetti da psoriasi, circa 2 milioni nel nostro Paese, sono affetti invece da forme lievi-moderate, quelle che ricadono sotto il punteggio 10 all’indice PASI (Psoriasis Area Severity Index). Anche per questi pazienti negli ultimi anni si è registrata una importante rivoluzione sul fronte della terapia e della qualità di vita, con l’arrivo di un gel a base di calcipotriolo-betametasone. A differenza dei vecchi unguenti, decisamente scomodi da utilizzare e poco socializzanti (si incollavano ai vestiti e rendevano problematica la vita di relazione o l’attività sportiva), questo gel va applicato una sola volta al giorno e l’operazione avviene in maniera rapida. Il gel inoltre si asciuga rapidamente e non si incolla ai vestiti.

Ma al di là della praticità cosmetologica, che rappresenta naturalmente un plus sul fronte della compliance al trattamento, il gel lipofilo a base di calcipotriolo-betametasone è molto efficace. L’associazione di un antiinfiammatorio corticosteroideo a elevata efficacia con un derivato della vitamina D  ha infatti un effetto sinergico e riduce gli effetti collaterali. Gli studi pubblicati in letteratura dimostrano che questa combinazione è più efficace, sicura e meglio tollerata delle terapie tradizionali.

“I primi risultati -ricorda il professor Sergio Chimenti, direttore della Clinica Dermatologia dell’Università di Roma Tor Vergata- si cominciano a vedere dopo un paio di settimane, con le chiazze di psoriasi che gradualmente scompaiono. Dopo otto settimane di trattamento si registra una riduzione di circa il 75% dell’indice PASI. Nessun problema inoltre in caso di recidive, perché a differenza dei prodotti utilizzati in passato, ai quali il paziente poteva sviluppare resistenza, questo gel mantiene tutta la sua efficacia, nei cicli di applicazione successivi”.

Per concludere, non posso, ovviamente, sorvolare sui prodotti utili naturali. Intanto, il gel di aloe vera (l’aloe contrasta la psoriasi su due fronti, da un lato mantiene idratata la pelle e diminuisce la perdita d’acqua dalla cute e dall’altro esercita un’azione riepitelizzante stimolando la formazione di pelle nuova. Poi l’estratto di pompelmo (dai semi di pompelmo è possibile estrarre una sostanza oleosa ricca di fenoli e flavonoidi con azione antiossidante, in più, l’estratto oleoso stimola un’azione antinfiammatoria), bagni di sole e di mare (esporsi regolarmente al sole potrebbe migliorare lo stato di salute della propria pelle, in più, se si aggiunge la salinità dell’acqua di mare, si ottiene un rimedio naturale che sembra essere piuttosto efficace contro la psoriasi e infine le acque termali (soprattutto le acque sulfuree e quelle bicarbonato-calcio magnesiche, risultano efficaci per chi ha lievi problemi di psoriasi e in più, sembrano lenire i sintomi in situazioni acute”.