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#L’anticospeziale. Andiamo incontro all’estate: l’abbronzatura

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Il dottor Giuseppe Di Prima

Il sole è uno dei migliori amici della nostra salute e della nostra forma fisica. La sua energia è euforizzante, stimola il tono fisico e muscolare, migliora l’umore, attenua i dolori articolari e, nei casi di particolari malattie della pelle quali ad esempio la psoriasi, può costituire una vera e propria terapia. Bisogna però saperne godere con intelligenza per evitare gli inconvenienti che tutti conosciamo. Sta per iniziare la bella stagione e prende piede la voglia di tintarella. Come ogni anno, con l’arrivo delle vacanze, ci prefissiamo, come obiettivo fondamentale, quello di ottenere una tintarella invidiabile. In effetti, una bella pelle abbronzata ha sempre un aspetto più sano e seducente per tutti, sia uomini che donne ma non bisogna dimenticare le buone norme da seguire. Escluderei la lampada, ma se proprio ci tenete,  scegliete bene il centro a cui rivolgervi. Le lampade devono essere a norma come i professionisti del centro a cui vi siete rivolti. Tenete presente che utilizzarla potrebbe essere stressante per la pelle, quindi non esagerare perché potreste rovinare i progetti della tintarella perfetta perché in ogni caso si noterebbe che non è “naturale” e quindi è poco gradevole.

Il primo accorgimento è come preparare la pelle per l’esposizione al primo sole estivo. Un elemento che dobbiamo considerare con molta attenzione è il contributo fornito dagli alimenti alla nostra abbronzatura. Soprattutto quando ci esponiamo al primo sole, diventa fondamentale assicurare al nostro corpo un adeguato apporto idrico, minerale e vitaminico. Iniziamo e concentriamoci sugli alimenti e gli integratori che possono aiutarci ad ottenerla, migliorarla e mantenerla.

Innanzitutto fate il pieno di vitamine: servono a idratare e nutrire il corpo e la pelle, soprattutto la C, la E e la A. Via libera quindi ad agrumi, kiwi, vegetali a polpa rossa o gialla, bietole e uova.

In più stimoleranno la produzione di melanina, velocizzando e migliorando il processo di abbronzatura. Consigliato è anche il selenio, che ci protegge dai colpi di calore e facilita l’abbronzatura: lo troviamo in carne, formaggi e più in generale negli alimenti proteici. Infine, è consigliabile assumere alimenti come latte e pesce, i quali contengono Omega 3 ed Omega 6, importanti per la formazione e sintesi di collagene e rilastina che rendono anche la pelle elastica e nutrita. Ottima scusa per prepararsi delle belle grigliate di pesce con il pretesto della ricerca di una perfetta abbronzatura.

Rimpinzarsi non è necessario. Quasi tutti ormai conosciamo l’importanza della frutta rossa, dei pomodori, delle carote, che contengono il beta-carotene, precursore della vitamina A, sostanza magica che si unisce all’azione della melanina e che quindi ci aiuta ad ottenere un bel colorito estivo e in tempi più rapidi. La melanina è fondamentale per gli esseri umani poiché permette alla pelle di assumere il colore scuro dell’abbronzatura proteggendola dalle radiazioni ultraviolette del sole.

Inserire subito quindi nel menù giornaliero un’insalata di verdure fresche crude variando e alternando sempre il più possibile le scelte tra le verdure di stagione e soprattutto italiane. Ogni tanto una insalatona potrebbe sostituire un primo piatto di pasta. In ogni insalata, inserite due carote medie e tenere tagliate alla julienne e uno o due cucchiai di olio extravergine di oliva, indispensabile per permettere l’assimilazione della vitamina A.

Oltre alla frutta e verdure, si possono mangiare 50 grammi al giorno di parmigiano reggiano, grana padano, caciocavallo oppure pecorino. In questo modo si crea un mix di alimenti che possono arrivare a dimezzare i tempi per raggiungere una tintarella ottimale. Basta solo esporsi al sole con infinita e paziente gradualità. Vi accorgerete della differenza: vi abbronzerete più facilmente e sarete meno esposti agli eritemi solari. Intanto, bisogna liberare i pori. La pelle ha bisogno saltuariamente di uno scrub profondo, così da rimuovere le cellule morte, in modo da farla respirare a fondo.  Cercate di usare prodotti naturali e non dimenticate di idratarla dopo il trattamento: per es. è consigliabile dopo la doccia, prima di asciugarvi completamente, passare dell’olio idratante sulla pelle ancora umida, massaggiando fino ad assorbimento.

Quando vi sarete liberati della patina invernale aspettate sempre 24 ore prima di esporvi al sole. Per quanto naturale, lo scrub è comunque un trattamento d’urto per la pelle che può apparire anche lievemente arrossata nelle zone più delicate. Esponetevi al sole con cautela e tenete presente che i raggi solari tra le 12 e le 15 sono più irritanti che abbronzanti, quindi soltanto dannosi. Evitate quindi le ore più calde del giorno e fate uso di una buona crema solare e di un latte doposole da applicare al termine della giornata al mare. E’ preferibile scegliere creme solari e latte doposole formulati con principi attivi naturali. Depositare sulla cute i filtri chimici sintetici fin’ora usati può essere finalmente evitato, poiché la moderna ricerca ci mette a disposizione integratori e filtri solari bioecologici rigorosamente naturali. Purtroppo questa innovazione ampiamente sperimentata non è ancora capillarmente diffusa come i molteplici solari industriali, meno raccomandati ma più rimunerativi per le industrie.

È bene controllare sulla confezione della crema che, oltre al fattore di protezione per i raggi UV-B, ci sia pure riportato quello per gli UV-A.

Il mio consiglio è di affidarsi a una valida erboristeria, dove potete trovare sia gli integratori sistemici che i prodotti dermici più adatti. Alcune creme presentano tra gli ingredienti il betacarotene, ma la sua attività è a dir poco nulla dato che la trasformazione in vitamina A avviene soltanto nell’intestino. Anche se le creme contenessero già vitamina A sarebbero sempre e comunque del tutto inutili in questo senso. Ovviamente, andate via via riducendo lo schermo della vostra crema.

L’energia del sole giunge alla terra come radiazione solare. Il suo spettro è composto da onde elettriche, raggi visibili, raggi ultravioletti, raggi infrarossi, raggi x, raggi gamma, raggi cosmici. Si tratta di radiazioni con lunghezza d’onde diverse. Tra le lunghezze maggiori troviamo i raggi infrarossi invisibili, di cui avvertiamo la presenza perché surriscaldano la pelle. Alle lunghezze d’onda minori corrispondono i raggi ultravioletti A e B, anch’essi invisibili.

Gli infrarossi sono responsabili dell’arrossamento cutaneo che appare presto. E dovuto a una vasodilatazione e generalmente scompare in poche ore se non ha provocato ustione termica. Gli ultravioletti A e B possono invece provocare alterazioni più profonde, si manifestano nei tempi successivi come l’eritema che compare da 8 a 24 ore dopo l’esposizione, dura parecchi giorni e non è dovuto a una vasodilatazione ma a uno scatenamento del meccanismo di reazione allergica. Gli ultravioletti, penetrando nella cute, stimolano la liberazione della melanina, creando quel magnifico filtro naturale che si manifesta come abbronzatura.

Il 98% sono UV-A,  lunghezza d’onda: 320 – 400 nm., hanno effetti ottimi sull’abbronzatura (anche se inferiori agli UV-B. Vista la loro elevata lunghezza d’onda sono tuttavia in grado di penetrare in profondità nel derma distruggendo capillaricollagene ed elastina, provocando eritemi e danneggiando la pelle. Il 2% sono UV-B  lunghezza d’onda: 280 – 320 nm. Hanno una capacità di penetrazione inferiore e non riescono a superare le strutture più superficiali della pelle. Gli effetti deleteri sono comunque importanti poiché i raggi UV-B sono in grado di alterare il materiale genetico contenuto nel DNA aumentando il rischio di comparsa di tumori cutanei.

La radiazione UV-B è molto più efficace della radiazione UV-A nel provocare l’eritema. E’ bene sempre ricordare che l’abbronzatura superficiale dei primi giorni è dovuta alla quantità di melanina subito disponibile, ma è destinata a sparire rapidamente. Solo dopo circa una settimana comincia a formarsi un’abbronzatura duratura. Bisogna quindi evitare, almeno per la prima settimana, di stare al sole per un tempo eccessivamente prolungato. Un’abbronzatura sicura e impeccabile in topless è una scelta molto personale, dettata a volte da questioni di praticità e senso estetico, ma è anche vero, che qualsiasi donna, indipendentemente dalla moda, ama potersi abbronzare in totale relax e comodità, evitando, se possibile, quegli antiestetici segni bianchi lasciati dal costume.

Quando l’occasione ce lo consente, perciò, sfruttiamo al massimo l’effetto benefico del sole sulla nostra pelle. Attenzione, però, il seno è una zona molto delicata e, quando decidiamo di esporla al sole, dobbiamo farlo prendendo le dovute precauzioni. Sfatiamo intanto una convinzione comune riguardo i pericoli del topless. Non è vero che un seno esposto al sole sia più soggetto a tumori. Anzi, le attuali ricerche hanno dimostrato che abbia addirittura effetti benefici e di prevenzione sulla ghiandola mammaria. I raggi solari, soprattutto quelli ultravioletti, sono però dannosi per la pelle e, ancora di più, per tale zona, con equilibri idrocutanei molto delicati. Essendo, inoltre, più coperta rispetto ad altre zone (come braccia, viso, gambe), sviluppa nel corso della vita meno melanina ed è quindi maggiormente esposta al rischio di rossori e scottature.

Bisogna perciò proteggerla con solari dotati di protezione molto alta. Protetta a dovere la nostra pelle, potremo liberamente lasciarci coccolare dai raggi del sole ed avere, ora più che mai, un’abbronzatura impeccabile, priva di imperfezioni e segni antiestetici. Il rituale dell’abbronzatura e il risultato finale, non dipendono esclusivamente dalla nostra pelle, ma anche da fattori che aiutano e influenzano la tintarella. E’ preferibile lasciar perdere gli olii abbronzanti, si corre il rischio di assomigliare a dei gamberi e da evitare anche lozioni con profumi e alcool per il rischio di macchie sulle pelle. Idratare e rinfrescare la pelle è fondamentale per evitare che questa si secchi, compaiano desquamazioni e addio abbronzatura perfetta. Per questo è importante bere molta acqua ed usare creme idratanti. Sono ottimi l’olio di argan e il burro di karitè.

La tanoressia: quando l’abbronzatura diventa ossessione

La tanoressia è una moderna ossessione o, se vogliamo, una vera e propria malattia psichica che colpisce chi, guardando la propria carnagione, non la vede scura a sufficienza. Il termine deriva dalla lingua inglese ed è stato coniato dai ricercatori dell’Università del Texas, che hanno effettuato studi sulla dipendenza dal sole (che sta prendendo sempre più piede in America) ed è composto dalla parola tan che significa abbronzatura e da anoressia. E’ infatti paragonabile all’anoressia: così come gli anoressici non si vedono abbastanza magri, i tanoressici non si considerano mai abbastanza abbronzati e sono alla costante ricerca di un colorito bruno. La causa è spesso la scarsa sicurezza in se stessi, la mancata accettazione della propria immagine e addirittura autolesionismo. Chi ne è affetto non si interessa delle avvertenze dei medici, resta al sole per ore restando ben lontano dall’ombra, preferisce non spalmare creme protettive quando si espone al sole o alle lampade abbronzanti, dato che l’abbronzatura è un obiettivo da raggiungere a tutti i costi, anche a discapito della salute.